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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 60

condotta civile a livello federale in caso di catastrofi e altre situazioni d'emergenza: attualmente presso la Confederazione manca un pendant agli stati maggiori di crisi (organi di condotta) dei Cantoni, delle Regioni e dei Comuni, una lacuna di cui si lamentano soprattutto i Cantoni. Per il coordinamento della gestione operativa delle crisi da parte della Confederazione, sulla base degli elementi disponibili devono essere creati processi e strutture. Per migliorare la collaborazione orizzontale e verticale in seno alla Rete integrata Svizzera per la sicurezza è indispensabile un'interconnessione tecnicocomunicativa degli stati maggiori di crisi.

Standard nazionali per la protezione della popolazione: la federalizzazione della protezione della popolazione, in particolare degli stati maggiori di crisi (organi di condotta) e della protezione civile, ha portato a soluzioni cantonali differenziate che ostacolano la collaborazione tra i Cantoni e tra la Confederazione e i Cantoni. La Confederazione elaborerà perciò con i Cantoni degli standard unitari per l'organizzazione, il materiale e l'istruzione. Ciò implica anche una verifica della ripartizione dei compiti nei sottosettori.

Obbligo di prestare servizio in ambiti civili: i sistemi di servizio obbligatorio nelle organizzazioni di milizia del sistema integrato di protezione della popolazione sono molto differenziati. Questa situazione è criticata da più parti. Occorre quindi valutare la possibilità di un'armonizzazione. Si dovrà eventualmente permettere anche ad altre organizzazioni attive nel campo della protezione dalle catastrofi di fornire le loro prestazioni nel quadro di un obbligo di prestare servizio in ambiti civili (per es. stati maggiori di crisi, samaritani ecc.).

Infrastruttura e materiale della protezione civile: in futuro le esigenze nei confronti della protezione civile aumenteranno. Occorre quindi valutare se servono più risorse finanziarie per l'infrastruttura e il materiale di protezione civile, in modo che possa continuare a fornire le prestazioni desiderate. Soprattutto il materiale di corpo per l'intervento in caso di catastrofe è ormai obsoleto e non soddisfa più i requisiti d'uso attuali e le norme di sicurezza vigenti. L'acquisto parzialmente individuale da parte dei Cantoni minaccia l'interoperabilità nell'ambito dell'aiuto intercantonale e ostacola un'istruzione efficiente a causa della maggiore mobilità dei militi della protezione civile. Occorre quindi chiarire in quale misura la Confederazione parteciperà in futuro alla standardizzazione di questa categoria di materiale.

Disponibilità operativa della protezione civile: i potenziali pericoli impongono un'elevata disponibilità operativa della protezione civile. Da parte loro, i Cantoni hanno già adottato soluzioni per intervenire in modo più rapido ed efficiente con mezzi cantonali prioritari adeguati oppure con unità di protezione civile aventi un grado di disponibilità operativa più elevato. Occorre valutare la possibilità di sviluppare ulteriormente queste soluzioni, per esempio creando un sistema di centri d'appoggio con unità di protezione civile speciali mobili e rapidamente impiegabili che possano intervenire entro poche ore per prestare aiuto in un’ampia area in caso di catastrofe.

Interventi d'aiuto in caso di catastrofe all’estero: mentre la protezione della popolazione interviene in caso di catastrofe in Svizzera e nelle regioni limitrofe, il Corpo svizzero