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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 56
Per questo tipo di impieghi, la sussidiarietà deve essere rispettata da un duplice punto di vista: innanzitutto nel quadro della delimitazione dei compiti civili e militari, e secondariamente per quanto concerne la ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni.
Alla luce della formulazione relativamente aperta dell'articolo 57 della Costituzione federale, occorre pertanto esaminare le limitazioni dell'impiego dell'esercito in appoggio alle autorità civili, sia per quanto riguarda il genere di impiego (delimitazione tra impieghi connessi alla sicurezza e compiti senza alcun nesso con la sicurezza; limiti per le misure preventive, per es. controlli relativi alle persone), sia per quanto riguarda la durata degli impieghi.
Impieghi di promovimento della pace e in servizi d'appoggio all'estero
Gli impieghi dell'Esercito svizzero all'estero rappresentano in alcuni casi contributi della Svizzera alle misure adottate dalla comunità internazionale per il mantenimento della pace e la sicurezza internazionale. Tali misure sono destinate ad allentare le tensioni, a risolvere pacificamente i conflitti o perlomeno a creare condizioni favorevoli in vista di negoziati. In altri casi il servizio d'appoggio è un genere d'impiego per azioni umanitarie, in particolare per l'aiuto in caso di catastrofe, che può essere prestato anche all'estero.
Nell'ambito della gestione delle crisi, la comunità internazionale deve ora affrontare la sfida rappresentata dal fatto che, in un crescente numero di Stati, le strutture statali si trovano in un processo di disgregazione. Tale fenomeno influisce negativamente sulla sicurezza delle operazioni umanitarie, ma ha anche conseguenze per la sicurezza e la prosperità di altri Stati, per esempio perché favorisce lo sviluppo di organizzazioni criminali, genera movimenti di profughi o pregiudica l'approvvigionamento energetico e di materie prime. Per reagire al fenomeno, la comunità internazionale organizza sempre più spesso cosiddette operazioni internazionali di polizia, nell'ambito delle quali adotta in particolare misure mirate contro attori civili di organizzazioni criminali che utilizzano un cosiddetto «Stato fallito» («failed state») quale base operativa per le loro attività.
53 Protezione della popolazione
La protezione della popolazione è lo strumento della politica di sicurezza competente per la prevenzione e la gestione di eventi catastrofi e altre situazioni d'emergenza. È formata dai partner polizia40, pompieri, sanità pubblica41, servizi tecnici42 e protezione civile, che in caso di eventi di ampia portata intervengono in modo coordinato e sotto la direzione di stati maggiori di crisi congiunti (organi di condotta). Deve essere sempre pronta a fornire in qualsiasi momento le sue prestazioni, poiché le catastrofi e altre situazioni d'emergenza possono verificarsi senza preavviso. Grazie ai suoi partner e ga-
40 In caso di catastrofi e altre situazioni d'emergenza sono necessari mezzi della polizia per mantenere l'ordine e la sicurezza (disciplinamento del traffico, sbarramenti, protezione contro i saccheggi ecc.).
41 In primo luogo mezzi della sanità pubblica per il salvataggio e il primo trattamento (servizi sanitari di salvataggio) nel quadro del Servizio sanitario coordinato (SSC).
42 I servizi tecnici (di diritto pubblico o privato) garantiscono il funzionamento dei propri impianti. Essi assicurano in particolare l'approvvigionamento di elettricità, acqua e gas, lo smaltimento dei rifiuti, i collegamenti stradali e le telecomunicazioni.