Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/50: Ordinanza sull'accudimento extrafamiliare di minori (Ordinanza sull'accudimento di minori, OAMi) · 14 pagine

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livello di professionalizzazione necessario (BE). È stata persa l’opportunità di ripensare in modo radicale il disciplinamento dell’accudimento extrafamiliare di minori e di presentare un’ordinanza appropriata e praticabile (ZH). L’AP-2010 è un disciplinamento lontano dalla prassi (PLR; COFF, COPMA, ProJu, ACS) e insensato (PCS, PPD). Inoltre il controllo e la vigilanza assumono troppa importanza rispetto al sostegno delle persone che accudiscono i minori (COPMA). La COFF deplora che l’AP-2009, giudicato fondamentalmente in modo positivo, sia stato annacquato in misura tale da non raggiungere più l’obiettivo di disciplinare in modo moderno l’accudimento diurno e quello a tempo pieno, tenendo conto dei diritti dei minori. L’usam è per contro delusa che l’AP-2010 non sia migliore rispetto al suo predecessore; ritiene che le proposte sono troppo restrittive e vadano chiaramente respinte.

4.5 Obbligo di autorizzazione

Oltre all’alta densità normativa, uno dei punti più criticati dell’AP-2010 è il disciplinamento dei rapporti di accudimento soggetti ad autorizzazione e in particolare l’esenzione dall’obbligo di autorizzazione per i parenti e le persone vicine ai genitori.

4.5.1 Criteri distintivi remunerazione e parentela

Diversi partecipanti alla consultazione giudicano in modo negativo il fatto che l’AP-2010 distingua tra rapporti di accudimento soggetti ad autorizzazione e non soggetti ad autorizzazione in base ai criteri della remunerazione e della parentela. Sotto il profilo tecnico questi due criteri non sono adatti a distinguere gli accudimenti soggetti ad autorizzazione da quelli non soggetti ad autorizzazione (ZH). La remunerazione è un criterio distintivo assurdo e inappropriato (Verdi), che non ha alcuna base materiale e va respinta per il bene del minore (ASSAI).

Per motivi leggermente diversi anche GL si esprime negativamente e chiede di rinunciare ai criteri della remunerazione e del tipo di rapporto, poiché non si può pretendere che l’autorità giudichi nel singolo caso se questi criteri siano soddisfatti o meno. Gli accertamenti in materia richiederebbero troppo tempo, sarebbero troppo onerosi e costituirebbero un’ingerenza inappropriata nei rapporti privati. Il criterio distintivo dovrebbe essere invece costituito dal fatto che i genitori si rivolgano o meno a un’offerta pubblica o anche solo generale di accudimento diurno o a tempo pieno. ProJu ritiene che tutte le condizioni legali debbano innanzitutto orientarsi ai diritti dei minori e non ai rapporti di parentela degli adulti o alla gratuità o meno delle prestazioni. La COFF constata con disapprovazione che l’idea della protezione dei minori è stata sacrificata a favore dei due principi guida «remunerazione» e «parentela», mentre nell’AP-2009 erano in primo piano, come criteri per l’autorizzazione e la vigilanza in materia di accudimento, l’intensità e la frequenza dell’accudimento, il che è nettamente più appropriato alla materia.

Altri partecipanti non giudicano problematico il criterio della remunerazione (UniLa), ritengono che i criteri distintivi siano definiti abbastanza correttamente (PS) e che il criterio della remunerazione tenga appropriatamente conto delle critiche avanzate all’AP-2009 (PEV) o che la distinzione tra accudimento gratuito e non gratuito sia opportuna (S&E).