Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/50: Ordinanza sull'accudimento extrafamiliare di minori (Ordinanza sull'accudimento di minori, OAMi) · 14 pagine
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CDOS [contrario alla prassi attuale dei Cantoni], UCS, ASCP, SVEO, FD-CH [rifiuto dell’esenzione per persone vicine ai genitori], UniLa). Occorre invece un obbligo generale di autorizzazione indipendentemente dal grado di parentela o dal fatto che un collocamento avvenga su iniziativa dei genitori (NW). Nel settore dell’accudimento a tempo pieno è infatti irrilevante per il bisogno di protezione del minore che il collocamento avvenga su decisione dell’autorità o meno; tutti i minori che non crescono presso i propri genitori hanno lo stesso diritto alla protezione e allo sviluppo, cosa che non è garantita con il disciplinamento previsto (Int, PKAS). Il settore dell’accudimento a tempo pieno deve pertanto essere disciplinato in modo da rendere giustizia all’idea della protezione del minore (BE; PPD). Il disciplinamento previsto esenta dall’obbligo di autorizzazione troppi rapporti di accudimento e dal punto di vista dei genitori va pertanto rifiutato (SVEO). Un tale disciplinamento sarebbe inoltre contrario non soltante alle disposizioni di quasi tutti i Cantoni, che prevedono l’obbligo di autorizzazione per l’accudimento a tempo pieno anche per i parenti, bensì anche alle esigenze poste dalla Convenzione del 20 novembre 1989 sui diritti del fanciullo (RS 0.107). Per la questione della protezione dei minori si veda anche il numero 4.6.
SKI ritiene invece importante la distinzione tra il collocamento su iniziativa dei genitori stessi e quello in seguito a una misura di protezione del minore ordinata da un’autorità; una distinzione che è garantita dalla formulazione dell’articolo 7 AP-2010. GL è del parere che – come nel settore dell’accudimento diurno – ci si debba basare sul fatto che i genitori si rivolgono a offerte pubbliche o anche generali di accudimento a tempo pieno, indipendentemente da un’eventuale remunerazione.
4.6 Osservazioni sulla protezione dei minori
Un notevole numero di partecipanti ritiene che rispetto all’AP-2009 la protezione preventiva dei minori risulti indebolita, soprattutto perché parenti e persone vicine ai genitori sono ora esentati dall’obbligo di autorizzazione, ma anche perché gli obblighi di formazione e perfezionamento sono stati notevolmente ridotti e mancano disposizioni sul numero minimo di personale qualificato nelle strutture di accudimento (b+b, net, ASCP). L’avamprogetto non si orienta più in modo sufficiente al bene del minore (FSFM), anzi costituisce un passo indietro anche rispetto all’OAMin attualmente in vigore (AR, SG, SH, ZH; CUR, Int). Non è in particolare più garantita la protezione dei minori accuditi a tempo pieno (BE, BL, BS; as, PKAS, FD-CH).
La protezione lacunosa dei minori, nettamente inferiore rispetto all’AP-2009, costituisce un motivo per rifiutare l’AP-2010 (COFF, Int, ASSAI, K&F, net, DBCH, PKAS). Inoltre, le disposizioni del Consiglio federale, in particolare quelle nel settore dell’accudimento a tempo pieno, non soddisfano i requisiti della Convenzione sui diritti del fanciullo (soprattutto l’art. 20). Infatti, tali requisiti non dipendono dal fatto che l’accudimento extrafamiliare sia ordinato da un’autorità o meno (BE, ZH; Verdi; DBCH, ProJu, UCS). Anche la CFIG critica che l’AP-2010 non soddisfa le esigenze da porre a una base legale efficiente e orientata ai diritti dei minori, poiché a causa delle critiche mosse all’AP-2009 in relazione all’obbligo di autorizzazione dell’accudimento da parte di parenti, si è scesi a troppi compromessi (in modo analogo COFF).
L’atteggiamento di rifiuto dei Cantoni e delle organizzazioni nei confronti delle esenzioni dall’obbligo di autorizzazione – che costituisce il punto maggiormente criticato in relazione alla protezione dei minori – è dovuto al fatto che, per motivi inerenti alla protezione dei minori, 24 Cantoni hanno dichiarato in generale soggetto ad autorizzazione l’accudimento a tempo pieno da parte di parenti. Inoltre, sussiste la tendenza o