Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/82: Creazione delle basi legali necessarie all'istituzione di zone ambientali · 11 pagine
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sarebbe possibile applicare alle città svizzere le esperienze fatte all’estero, dove le zone ambientali vengono soprattutto create nelle grandi città. Ritengono altresì che la misura non sarebbe sufficientemente efficace, che il suo intervento sul traffico sarebbe eccessivo, che la sua gestione richiederebbe un lavoro smisurato e che le multe sarebbero troppo severe. La misura comporterebbe un aumento dell’onere amministrativo per i commercianti e le PMI sui quali avrebbe un effetto troppo restrittivo poiché spesso la loro attività non può prescindere dall’uso di veicoli a motore. Infine, segnalano che l’introduzione di zone ambientali e del relativo contrassegno costituirebbe un attacco frontale al traffico individuale motorizzato, al commercio e al turismo.
5.3 Associazioni mantello nazionali dei Comuni, delle città e delle regioni di monta-
gna nonché dell’economia
Quattro delle sei associazioni mantello che hanno risposto all’indagine conoscitiva si sono dichiarate contrarie al progetto, una lo ha accolto con riserva e un’altra ha rinunciato ad esprimersi.
Anche queste organizzazioni sostengono che i previsti divieti siano sproporzionati rispetto ai vantaggi che ci si aspetta di trarne. Citano inoltre studi stranieri (tedeschi) secondo cui la creazione di zone ambientali non avrebbe permesso di migliorare la qualità dell’aria come invece ci si aspettava e la loro utilità non potrebbe essere dimostrata scientificamente. Deplorano anche l’aumento dell’onere amministrativo e finanziario per i commercianti (ad es. sostituzione dei veicoli) e il lavoro amministrativo supplementare per le autorità. Menzionano inoltre le ripercussioni negative sul turismo (alberghi, ristoranti, negozi). Infine, rimettono in questione le basi legali di un simile provvedimento.
5.4 Altre organizzazioni
I risultati sono simili anche per le organizzazioni che non figurano al capitolo 4. Su un totale di 194 pareri inoltrati al DATEC/all’USTRA, 14 sono chiaramente favorevoli al progetto e 59 sono chiaramente contrari. 16 organizzazioni si dichiarano contrarie ma chiedono che sia prevista una deroga per i veicoli d’epoca qualora la misura entrasse in vigore. Sostengono infatti che anche questo tipo di veicoli dovrebbe poter circolare nelle zone ambientali, una posizione condivisa da altre 111 organizzazioni che non si sono espresse né a favore né contro la misura. 2 organizzazioni hanno espressamente rinunciato a prendere posizione in merito e altre 8 hanno risposto senza però pronunciarsi veramente sul progetto.
Secondo i sostenitori, le zone ambientali permettono sia d’influire su vari fattori dell’inquinamento atmosferico sia di lottare contro l’inquinamento acustico. Affermano infatti che queste misure sono molto efficaci negli agglomerati e permettono di migliorare realmente la qualità dell’aria nelle regioni densamente popolate. Inoltre, sostengono che queste zone favoriscano la creazione di zone abitate e servono a proteggere contro l’inquinamento e i rumori molesti.
Le organizzazioni che bocciano il progetto segnalano in particolare che l’utilità di queste zone non è, a loro parere, dimostrata e che esiste una sproporzione tra costi ed effetti, anche per quanto concerne il lavoro di controllo da parte della polizia. Alcune vedono nel progetto una limitazione della libertà economica, in particolare dei commercianti dei centri città e ripercussioni negative sul turismo.
Inoltre, ritengono che la misura sia sproporzionata. Infatti, dato che il traffico stradale ha indotto un radicale cambiamento del parco veicoli e dunque dell’inquinamento atmosferico, le zone ambientali non permetterebbero di ottenere un miglioramento supplementare. I livelli massimi d’inquinamento da polveri sottili e da ozono raggiunti nelle città dipenderebbero innanzi tutto da fattori atmosferici (inversione termica, spostamento dell’aria inquinata) e non dalla densità del traffico. Inoltre, avvertono che questa misura non permetterebbe di migliorare la qualità dell’aria nelle città svizzere di piccole dimensioni. Infine, segnalano che vi sono altre misure che consentirebbero di migliorare in modo più efficace la qualità dell’aria, come ad esempio l’abbassamento dei limiti validi per i gas di scarico e il rumore applicabili alle