Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/97: Revisione parziale della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) · 60 pagine

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Allegato I: Sistemi scartati

Oltre al modello di canone indipendente dal possesso di apparecchi, riscossa presso ogni economia domestica e impresa, il Consiglio federale ha valutato tutta una serie di alternative all’odierno sistema del canone di ricezione. A prescindere dalla richiesta del Parlamento, esplicitata attraverso la mozione 10.3014, relativa allo sviluppo del modello sopraccitato in particolare, gli altri sistemi analizzati si sono rivelati meno idonei. Nelle pagine seguenti è riproposta una panoramica delle alternative inizialmente considerate e dei motivi che hanno poi fatto sì che venissero scartate.

1. Finanziamento attraverso le finanze federali innalzando l’aliquota IVA

L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto (del 0,5% ca.) implicherebbe una modifica della Costituzione. Sarebbe quindi impossibile mettere a punto un nuovo sistema in tempi accettabili, a causa della lunga durata del processo legislativo, referendum obbligatorio incluso. Inoltre, il finanziamento attraverso i proventi dell’IVA renderebbe la radiodiffusione finanziariamente dipendente dalle finanze federali. E non senza conseguenze per l’indipendenza del settore radiotelevisivo: le discussioni in merito al budget potrebbero infatti essere utilizzate per influenzare indirettamente il contenuto dei programmi sovvenzionati. L’aumento dell’imposta sul valore aggiunto non appare opportuno neppure dal punto di vista della politica finanziaria. In conclusione, questo modello di finanziamento presenta più svantaggi che vantaggi (tra i quali figura la possibilità di fare a meno di una procedura di incasso specifica).

2. Finanziamento attraverso le finanze federali aumentando l’imposta federale diretta

Nonostante si tratti del modello che comporta gli oneri minori, di fatto costerebbe comunque molto più dell’attuale, a causa della disposizione della Costituzione che stabilisce che il 17 per cento delle entrate debba essere destinato ai Cantoni a titolo di remunerazione (contro l’attuale 4,5 per cento). Visti i tratti caratteristici dell’imposta federale diretta (esonero delle persone con reddito modesto e in definitiva anche di chi percepisce un reddito elevato attraverso la fissazione di un’aliquota d’imposta massima), anche questo sistema finisce per gravare su un gruppo di economie domestiche o di persone fisiche molto più ristretto rispetto agli altri sistemi analizzati e a quello attuale. L’ulteriore svantaggio di questo sistema è che le persone giuridiche non possono essere tassate, poiché l’aliquota d’imposizione massima prevista a livello di Costituzione risulta già applicabile. In questo sistema, il provento del canone figura nel conto dello Stato, proprio come nel caso di un finanziamento attraverso l’innalzamento dell’aliquota IVA (vedi sopra). La politica rischierebbe così di esercitare un’influenza indiretta (attraverso il consuntivo) sui programmi sovvenzionati. Quest’ultimo aspetto si profila problematico dal punto di vista della garanzia di indipendenza della radio e della televisione sancita nella Costituzione.

3. Riscossione di una tassa presso ogni persona e impresa insieme all’imposta federale diretta

A ciascuna persona adulta o impresa che nell’anno di riferimento ha versato l’imposta federale diretta viene chiesto anche il pagamento di una tassa separata dall’importo assoluto determinato. Questo sistema modificherebbe la base delle