Rapporto esplicativo
Consultazione 2011/40: Modifica del codice civile, del codice di procedura civile e della legge federale sull'assistenza (mantenimento dei bambini) · 46 pagine
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L’attuale realtà sociale indica in effetti che, dopo una separazione o un divorzio, il figlio e il genitore con il quale vive rischiano di dipendere economicamente dall’assistenza sociale.
1.1.2 Maggior rischio povertà per i figli che crescono in un nucleo monoparentale
Secondo il Rapporto statistico sulla situazione sociale della Svizzera 2011, i genitori che crescono da soli i propri figli dipendono in misura determinante dall’aiuto sociale: nel 2009 il 16,9 per cento dei nuclei monoparentali, contro il 3,8 per cento di tutte le famiglie, ha beneficiato di tale aiuto. Mentre tra il 2005 e il 2009 la popolazione ha fatto globalmente meno ricorso all’aiuto sociale, il tasso dei nuclei monoparentali che hanno richiesto tale aiuto non è praticamente cambiato e resta piuttosto elevato da diversi anni. Il dato riflette il crescente numero di dei nuclei monoparentali che caratterizza la società odierna dove il tasso di divorzi è pari a circa il 50 per cento. Chi divorzia ricorre spesso all’aiuto sociale: mentre, nel 2009, il 3,0 per cento della popolazione si è rivolto all’assistenza pubblica, tale percentuale è salita al 6,8 per i divorziati contro solamente l’1,8 per cento delle persone sposate3.
La situazione delle persone che crescono i propri figli da sole è particolarmente delicata per due ragioni. Da un lato perché lo scioglimento della comunione domestica si traduce in un aumento delle spese legate al finanziamento di due economie domestiche. Dall’altro perché per disporre di maggiori mezzi finanziari di solito è necessario aumentare il grado di occupazionale il che, per un nucleo monoparentale, potrebbe costituire un problema in quanto il tempo disponibile è limitato dall’accudimento della prole. Spesso questi genitori lavorano a tempo parziale, ma può accadere che il loro impiego richieda una flessibilità eccessiva (ad esempio a livello di orari di lavoro) tanto da impedire loro di conciliare attività professionale e organizzazione della vita familiare, costringendoli a ridurre ulteriormente il grado di occupazionale e magari ad essere sottoccupati4. Di conseguenza, l’aiuto sociale deve colmare la lacuna finanziaria affinché i bisogni vitali siano soddisfatti5.
Attualmente, il problema dei nuclei monoparentali che beneficiano dell’aiuto sociale tocca sopratutto le donne; nel 95,4 per cento si tratta infatti di mamme che si occupano da sole dei propri figli6.
1.1.3 Osservazione conclusiva
Alla luce di quanto fin qui esposto, si può affermare che, dopo una separazione o un divorzio, i figli di famiglie a basso reddito sono particolarmente esposti al rischio povertà.
È possibile migliorare la loro situazione solamente coordinando in modo efficiente le norme del diritto privato in materia di mantenimento e quelle che regolano il sostegno finanziario dell’ente pubblico, sotto forma di anticipi degli alimenti o di prestazioni dell’aiuto sociale. Il presente avamprogetto di modifica del Codice civile (AP CC) si propone di rafforzare la posizione del figlio nel diritto privato, tenendo conto dell’evoluzione in corso del diritto pubblico in materia di anticipi degli alimenti e di aiuto sociale.
3 UST, Rapporto statistico sulla situazione sociale della Svizzera, 2011, n. 5.2.4 pag. 82.
4 UST, op. cit., n. 2.2.1 pag. 22. Si rimanda anche alla scheda dell’UST sulla disoccupazione e sulla sottoccupazione secondo il sesso e la situazione famigliare (http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/fr/ index/themen/01/04/blank/01/04/03.html. Solo in francese e tedesco).
5 UST, op. cit., n. 5.2.4 pag. 82.
6 UST, op. cit., n. 5.2.4 pag. 82.