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Consultazione 2011/70: Strategia Biodiversità Svizzera · 78 pagine
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Rapporto Strategia Biodiversità Svizzera UFAM 2011
nuova strategia energetica 2050132. È auspicabile che la produzione di energia venga
pianificata su ampia scala, dal punto di vista territoriale (a livello sovracantonale) e
tematico, includendo e valutando tutte le fonti energetiche in funzione del loro poten-
ziale specifico. In quest’ottica, si devono possibilmente minimizzare gli interventi a
danno della biodiversità.
7.1.7 Terreni, costruzioni e impianti di proprietà della Confederazione
In veste di maggiore proprietario fondiario del Paese, la Confederazione ha una respon-
sabilità particolare. Quando utilizza i terreni, le costruzioni e gli impianti è quindi
chiamata a tenere maggiormente conto degli aspetti legati alla biodiversità.
Il grande valore ecologico dei terreni dismessi va preservato anche in caso di cambia- Garantire mento di destinazione e di vendita, e i nuovi proprietari sono tenuti a garantire un’utilizzazione e una un’adeguata gestione. Occorre inoltre valutare se altre superfici che non presentano riconversione rispettose ancora un elevato valore naturalistico possono essere utilizzate per l’interconnessione della biodiversità di habitat o come zone di protezione della biodiversità. Si potrebbe anche immaginare
di utilizzare queste superfici come compensazione in natura per edifici federali e
progetti infrastrutturali. In tal caso, bisogna determinare chi ne sarà proprietario e come
si potranno garantire la manutenzione e il finanziamento delle necessarie misure di
valorizzazione.
7.2 Realizzazione di un’infrastruttura ecologica
Habitat efficacemente preservati, interconnessi e funzionali sono il presupposto per una Sfida
biodiversità non solo ricca, ma anche resiliente, ossia capace di reagire ai cambiamenti
(ad es. climatici). Occorre quindi completare e migliorare la qualità delle zone protette.
Inoltre, è opportuno garantire la connettività tra le zone protette creando zone di colle-
gamento ecologico. Obiettivo
Obiettivo
Entro il 2020 è stata creata un’infrastruttura ecologica basata su zone protette e zone
di collegamento al fine di garantire il territorio per la salvaguardia a lungo termine
della biodiversità. Lo stato degli habitat minacciati è migliorato.
Entro il 2020 la Svizzera realizzerà un’infrastruttura ecologica garante delle principali Campi d’azione funzioni degli ecosistemi e della buona conservazione di tutti gli habitat naturali e
seminaturali significativi. L’infrastruttura sarà incentrata da un lato sul completamento
e la valorizzazione del sistema svizzero di zone protette e dall’altro sul completamen-
to e la salvaguardia di un sistema di zone di collegamento esteso all’insieme del
paesaggio. Le zone protette e le zone di collegamento devono altresì garantire
l’interconnessione con le relative zone dei paesi limitrofi.
Conformemente agli obiettivi del Piano strategico della Convenzione sulla diversità
biologica e della rete Smeraldo133 della Convenzione di Berna, il completamento del
sistema svizzero di zone protette dev’essere sviluppato e attuato entro il 2020,
d’intesa con gli attori interessati134, 135, nel quadro di una strategia globale focalizzata
132 Strategia energetica 2050. www.bfe.admin.ch/themen/00526/00527/index.html?lang=it. 133 La Rete Smeraldo è la rete europea delle zone protette per la salvaguardia delle specie e degli habitat minacciati, creata dai Paesi firmatari della Convenzione di Berna del Consiglio d’Europa . 134 Svancara L.K. et al. 2005: Policy-driven versus Evidence-based Conservation: A Review of Political Targets and Biological Needs. In: BioScience, vol. 55, n. 11, pagg. 989–995.