Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/115: Legge federale sulla sicurezza delle informazioni (LSI) · 56 pagine
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e, soprattutto, costose procedure. LU propone pertanto una rielaborazione generale del capitolo allo scopo di ridurre l’onere amministrativo dei Cantoni.
UR riconosce l’importanza dei controlli di sicurezza relativi alle persone, poiché vi è la possibilità che insorga una delle minacce più sensibili e intense per la sicurezza quando persone che hanno accesso a informazioni con una classificazione di livello elevato commettono atti di tradimento o sabotaggio. Le funzioni sensibili devono quindi essere affidate esclusivamente a persone che offrono le più ampie garanzie possibili sul fatto che non abuseranno della fiducia loro concessa.
Per SG la riduzione dei livelli di controllo non ha ripercussioni sulla collaborazione della polizia cantonale nella procedura in materia di controlli di sicurezza relativi alle persone. La collaborazione della polizia cantonale è disciplinata dall’articolo 39 LSIn e non si differenzia molto dalle disposizioni della vigente legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (RS 120). Poiché le disposizioni attualmente in vigore si sono rivelate efficaci, SG non ha obbiezioni di fondo contro le nuove disposizioni concernenti i controlli di sicurezza relativi alle persone.
Il PS propone di riprendere nella LSIn l’articolo 20 capoverso 1 LMSI in una forma modificata: «Art. 32bisContenuto del controllo di sicurezza: Il controllo consiste nel raccogliere i dati rilevanti in materia di sicurezza concernenti il modo di vita della persona interessata, segnatamente le relazioni personali strette e quelle familiari, la situazione finanziaria, i rapporti con l’estero e le attività illegali atte a minacciare la sicurezza interna ed esterna. Non sono raccolti dati sull’esercizio del diritto costituzionale alla libertà d’opinione e d’informazione.» Poiché si tratta di dati estremamente sensibili dal punto di vista della protezione dei dati e della personalità, per il PS in tale ambito è necessaria un’adeguata densità normativa. Inoltre, come finora, è esplicitamente escluso che si allestiscano schede sulle attività politiche.
Per il CP e la CVAM, il capitolo 3 della LSIn (art. 32 a 55) che disciplina le condizioni e le modalità del controllo di sicurezza relativo alle persone costituisce un progresso notevole in materia di garanzia dei diritti individuali e di certezza del diritto per le persone fisiche nel settore sensibile della sicurezza delle informazioni in cui l’interesse pubblico ha un ruolo importante, se non preponderante.
Privatim accoglie favorevolmente il chiaro disciplinamento dei controlli di sicurezza relativi alle persone (CSP) e dei sistemi d’informazione. Nondimeno, per quanto riguarda due punti privatim rileva un’urgente necessità di chiarimenti (cfr. osservazioni concernenti gli articoli 47 e 53).
Insecor approva un disciplinamento chiaro e uniforme dei controlli di sicurezza relativi alle persone.
LB osserva che nel settore dei controlli di sicurezza relativi alle persone si dovrebbero rispettare le esigenze della protezione della personalità e dei dati, poiché il controllo di sicurezza relativo alle persone costituisce un’ingerenza nel diritto fondamentale alla protezione della sfera privata (art. 13 Cost.) delle persone interessate.
Per il Consiglio dei PF non è chiaro se le disposizioni del capitolo 3 si applicherebbero unicamente alle autorità assoggettate (in base a un’interpretazione letterale si potrebbe intendere così) e che, di conseguenza, le organizzazioni assoggettate non sarebbero in alcun caso sottoposte a tale capitolo. Secondo l’articolo 34 capoverso 1 lettera b, nel quadro di un mandato sensibile sotto il profilo della sicurezza può succedere che gli impiegati di un’azienda alla quale si intende affidare un mandato siano sottoposti a un CSP, ma che ciò non sia il caso per i collaboratori dell’istituzione del settore dei PF che conferiscono il mandato. Poiché secondo l’articolo 38 capoverso 3 e l’articolo 46 capoverso 2 prima dell’assegnazione di un mandato occorre attendere il risultato del CSP, per l’istituzione interessata del settore dei PF ciò può comportare importanti ritardi nell’assegnazione del mandato. Pertanto, occorre fissare una durata massima (breve) per un CSP al fine di evitare ritardi sproporzionati nell’assegnazione dei mandati.