Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine

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1.2.2 Decisione di principio del Consiglio federale e del Parlamento

Sulla scorta dei primi risultati intermedi dell’aggiornamento delle Prospettive energetiche, che differiscono in maniera irrilevante dai risultati definitivi disponibili da giugno 2012, e di ulteriori basi decisionali in materia di politica energetica, il 25 maggio 2011 il Consiglio federale ha deciso il graduale abbandono dell’energia nucleare (variante per l’approvvigionamento elettrico 2):

le attuali centrali nucleari verranno disattivate al termine del loro ciclo di vita e non saranno sostituite da nuove centrali nucleari.

Secondo il Consiglio federale l’obiettivo dell’abbandono totale richiederà un periodo tecnico di sicurezza di 50 anni, dipendente esclusivamente dai controlli di sicurezza dell’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e non dalla politica. Le centrali nucleari dovrebbero essere disattivate con la seguente tempistica: Beznau I nel 2019, Beznau II e Mühleberg nel 2022, Gösgen nel 2029 e Leibstadt nel 2034. Il Consiglio federale non vede nessuna necessità di disattivare anticipatamente le centrali nucleari. Le verifiche condotte dall’IFSN hanno confermato che attualmente è garantito l’esercizio sicuro delle cinque centrali svizzere.

Con l’adozione della mozione 11.3436 «Abbandono graduale dell’energia nucleare» del consigliere nazionale Roberto Schmidt49, sia il Consiglio Nazionale (con rapporto di voto 101:54 il 8.6.2011 e 125:58 il 6.12.2011) che il Consiglio degli Stati (con rapporto di voto 33:8 il 28.9.2011) hanno aderito alla decisione del Consiglio federale circa l’abbandono del nucleare. Il Parlamento ha inoltre stabilito che non deve essere più rilasciata nessuna autorizzazione di massima per la costruzione di nuove centrali nucleari e che la legge sull’energia nucleare50 deve essere modificata di conseguenza. Il Parlamento non ha emanato alcun divieto tecnologico. In seguito a questa decisione il sistema energetico svizzero deve essere progressivamente trasformato entro il 2050.

Le Prospettive energetiche dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) poggiano su scenari e modelli quantitativi che tengono conto dei diversi elementi del sistema energetico e dei loro influssi reciproci. Viene condotta un’analisi dell’intero settore energetico e non solamente dell’energia elettrica. A titolo di esempio, la domanda e l’offerta di energia sono influenzate dal prezzo di quest’ultima. Le Prospettive energetiche non costituiscono delle previsioni, ma analisi ipotetiche. Esse indicano una possibile realtà e in che modo i prezzi dell’energia, la crescita economica e demografica (evoluzioni generali), le norme, gli strumenti d’intervento sui prezzi e gli incentivi (strumenti politici) si ripercuotono sul sistema energia.

1.2.3 La Strategia energetica 2050 della Confederazione

L’abbandono graduale dell’energia nucleare deciso dal Consiglio federale e confermato dal Parlamento presuppone una nuova politica energetica. Tale politica si ispira allo scenario Nuova politica energetica, in base al quale entro il 2050 verrà notevolmente ridotta la crescita della domanda finale di energia, a differenza della variante con cui viene mantenuta l’attuale politica energetica (scenario Status quo). Ciò consente di ridurre entro il 2050 le emissioni di CO2 pro capite a una quota variabile tra 1 e 1,5 tonnellate. Il

49 Mozione 11.3436 Abbandono graduale dell’energia nucleare del 14.04.2011; Schmidt Roberto.

50 Legge sull’energia nucleare del 21 marzo 2003 (LENu); RS 732.1.