Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine

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liberatesi a Chernobyl, contaminando aria, terreno, acqua e alimenti nelle aree circostanti. In seguito a una valutazione della radioattività complessiva delle sostanze disperse, in base alla scala di valutazione internazionale degli eventi nucleari l’autorità di sicurezza nucleare nipponica ha classificato l’evento come di grado sette, ossia «incidente catastrofico».

Lo sviluppo globale dell’energia nucleare dopo Fukushima

La catastrofe di Fukushima ha indotto il Giappone a ripensare la propria politica energetica. Prima di questo evento il governo aveva pianificato un massiccio incremento della quota di energia nucleare per l’approvvigionamento elettrico dal 30 al 50 per cento. Attualmente il governo intende ridurre tale quota a meno del 30 per cento e contemporaneamente potenziare le energie rinnovabili.

Nell’Unione europea ogni Stato membro è libero di scegliere se impiegare o meno l’energia nucleare. La base per l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare è stata creata nel 1957 con la costituzione della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). In Germania nel giugno 2011 il Governo federale ha ritirato l’autorizzazione all’esercizio alle sette centrali nucleari più vecchie e alla centrale nucleare di Krümmel e ha deciso il graduale abbandono dell’energia nucleare entro il 2022. In Austria, in base a una legge che vieta la produzione di energia elettrica attraverso la fissione nucleare, non esistono centrali nucleari attive, mentre la Francia è il secondo produttore al mondo di energia nucleare, con 58 centrali nucleari operative e altre due attualmente in fase di realizzazione o progettazione. Il nuovo governo ha annunciato di voler ridurre entro il 2025 la quota di energia nucleare nel mix di energia elettrica della Francia dall’attuale 75 per cento al 50 per cento.

In Italia, con il referendum del giugno 2011, il popolo ha votato contro il ritorno all’energia nucleare per l’approvvigionamento elettrico. Già nel 1987 gli italiani si erano dichiarati contro la costruzione di centrali nucleari. La Gran Bretagna gestisce 18 centrali nucleari e dal 2008 sta progettando la costruzione di altri quattro impianti, il cui finanziamento continua ad essere incerto. Nel marzo 2012 inoltre, i gruppi del settore energetico RWE e E.ON hanno reso noto il loro ritiro dal progetto di costruzione di nuove centrali nucleari in Gran Bretagna. Per poter finanziare nuove centrali nucleari, Gran Bretagna, Francia, Polonia e Repubblica Ceca puntano a ottenere una promozione dell’energia nucleare da parte dell’Unione europea. I quattro Stati dell’UE auspicano una promozione del nucleare comparabile a quella delle energie rinnovabili.

Nel giugno 2011 la Commissione europea ha deciso di sottoporre tutte le centrali nucleari europee a uno stress test46 per verificare gli effetti di eventi naturali ed incidenti. Anche i gestori delle centrali nucleari svizzere si sono impegnati a partecipare allo stress test UE. Gli esperti dell’European Nuclear Safety Regulators Group sono giunti alla conclusione che le nostre centrali nucleari soddisfano i requisiti di sicurezza internazionali in tutti gli ambiti.

Gli Stati Uniti d’America sono il maggior produttore al mondo di energia nucleare, con cento impianti che producono un quinto dell’elettricità degli USA. Nel febbraio 2012 il governo statunitense ha autorizzato per la prima volta dopo oltre 30 anni la realizzazione

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