Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 145 pagine
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dal 2020 i nuovo edifici sono per quanto possibile autosufficienti tutto l’anno in termini di energia termica e acquisiscono quote dall’approvvigionamento elettrico;
la quota di risanamenti energetici negli edifici esistenti viene notevolmente aumentata;
l’energia elettrica non viene più impiegata per gli impianti di riscaldamento a resistenza e i boiler elettrici;
per quanto possibile le caldaie a combustibili fossili vengono sostituite con altre alimentate con energie rinnovabili;
gli impianti domestici vengono gestiti con maggiore efficienza energetica.
Misure
Gli attuali strumenti vengono potenziati nel rispetto delle competenze di Confederazione e Cantoni sancite dalla Costituzione. La prevista revisione dei MoPEC va congedata sotto forma di concordato e vanno messi a disposizione ulteriori mezzi cantonali in particolare per il finanziamento nel settore degli edifici. La Confederazione sosterrà maggiormente i Cantoni, tra le altre cose, nell’elaborazione di basi e attraverso un aumento dei mezzi di finanziamento (contributi globali). Le misure inerenti agli edifici sono improntate a tre orientamenti: il rafforzamento del Programma Edifici, la revisione dei MoPEC e l’adeguamento del diritto fiscale. Con il progetto relativo alla Strategia energetica 2050 vengono create le basi giuridiche per il rafforzamento del Programma Edifici.
Rafforzamento del Programma Edifici: il progressivo abbandono dell’energia nucleare comporta una modifica del mix di energia elettrica che, a seconda della composizione, può portare a un aumento delle emissioni di CO2 nella produzione di energia elettrica. Contemporaneamente la legge sul CO2 vuole ridurre entro il 2020 i gas serra emessi sul territorio nazionale di almeno il 20 per cento rispetto al 1990. Questo obiettivo corrisponde a una riduzione assoluta delle emissioni di gas a effetto serra pari a circa 10,6 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti (CO2eq).54
Per garantire il raggiungimento degli obiettivi della Confederazione relativi al CO2, con un aumento della tassa sul CO2 si intende rafforzare il suo effetto incentivante. Inoltre questo obiettivo d’incentivazione della tassa sul CO2 deve essere promosso attraverso un maggior sfruttamento del grande potenziale di risparmio di CO2 nel settore degli edifici. Una riduzione delle emissioni di CO2 nel settore degli edifici deve essere perseguita mediante un potenziamento degli incentivi finanziari da parte di Confederazione e Cantoni e, in questo contesto, dei contributi globali della Confederazione ai programmi cantonali d’incentivazione. In questo ambito vengono estese le disposizioni inerenti alla destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2 e viene eliminato il termine; la sua durata viene prorogata fino alla sostituzione con una tassa globale sull’energia (cfr. punto 1.4). Poiché ad esso è imputabile circa il 30 per cento delle emissioni nazionali di gas serra, il parco edifici svizzero deve dare un notevole contributo in termini di riduzione delle emissioni e nel lungo periodo risultare libero da CO2. Come primo passo, con il pacchetto di misure proposto dal Consiglio federale, entro il 2020 le emissioni di CO2 prodotte dagli edifici devono essere sensibilmente ridotte.
Ai sensi dell’articolo 29 della legge sul CO2 per il 2013 l’aliquota della tassa ammonta a 36 franchi per tonnellata di CO2. Qualora le emissioni risultino inferiori all’obiettivo, viene mantenuto l’importo della tassa dell’anno precedente; il mancato raggiungimento
54 Fonte «Ordinanza sulla riduzione delle emissioni di CO2 (Ordinanza sul CO2) – Rapporto esplicativo sul progetto preliminare per l’indagine conoscitiva dell’11 maggio 2012, UFAM