Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine
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me applicabile al pensionamento e tener meglio conto dei bisogni individuali dei lavoratori anziani e delle tendenze del mercato del lavoro. Oltre alla flessibilizzazione del pensionamento, che consentirà di meglio bilanciare attività lavorativa e ritiro dal mondo del lavoro, e all’aumento dell’età minima LPP, per farla coincidere con l’età prevista per l’AVS, l’avamprogetto intende incoraggiare anche il prolungamento dell’attività lavorativa oltre l’età di riferimento prevedendo il computo dei contributi versati dopo i 65 anni nel calcolo delle prestazioni e inducendo così un ravvicinamento tra l’età di pensionamento effettiva e l’età di riferimento. Nella previdenza professionale, invece, l’obbligo legale di versare accrediti di vecchiaia termina con il raggiungimento dell’età di riferimento. Nei loro regolamenti gli istituti di previdenza possono però prevedere la possibilità di protrarre la previdenza in caso di proseguimento dell’attività lavorativa (v. art. 33b LPP).
2.1.2 Età di riferimento unica a 65 anni per donne e uomini
• L'età di riferimento è armonizzata a 65 anni per le donne e per gli uomini nel primo e nel secondo pilastro.
• Un'età di riferimento superiore ai 65 anni è ingiustificata.
• L'armonizzazione dell'età di riferimento a 65 anni migliora le rendite LPP delle donne.
Attualmente l’età ordinaria di pensionamento è fissata a 64 anni per le donne e a 65 anni per gli uomini.34 Per la previdenza professionale valgono le stesse età; nei loro regolamenti, tuttavia, gli istituti di previdenza possono prevedere età diverse (v. cap. 2.1.3.1).
L’età di pensionamento è il parametro fondamentale nella previdenza per la vecchiaia. Essa determina il momento a partire dal quale una persona ha diritto a una rendita senza riduzioni (come nel caso dell'anticipazione) né supplementi (nel caso del rinvio). L’età di pensionamento segna di principio anche la fine dell’obbligo contributivo generale tanto per l’AVS quanto per la previdenza professionale. Rappresenta anche l’età limite fino alla quale può essere percepita una rendita dell’AI. Ma l’importanza dell’età di pensionamento si estende anche oltre la previdenza per la vecchiaia. Tocca in particolare i rapporti con il mondo del lavoro. L’età di pensionamento comporta spesso la fine del rapporto di lavoro, sebbene non vi sia obbligatoriamente un nesso diretto tra la riscossione delle prestazioni di vecchiaia e la cessazione dell’attività lavorativa. Per le persone disoccupate, rappresenta la fine del diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione. Spesso è determinante anche per i piani
34 Dall’introduzione dell’AVS nel 1948 l’età di pensionamento degli uomini è sempre stata di 65 anni. Quella delle donne, invece, è stata modificata a più riprese. All’inizio anch’essa era fissata per principio a 65 anni. Tuttavia, se il marito aveva 65 anni, per il versamento della rendita per coniugi bastava che la donna ne avesse compiuti 60. Nel 1957 l’età di pensionamento delle donne è stata ridotta a 63 e nel 1964 a 62 anni. Nel 1979, nell’ambito delle misure di consolidamento della 9a revisione dell’AVS, l’età minima delle donne per la rendita per coniugi è stata portata a 62 anni. In occasione della 10a revisione dell’AVS, l’età di pensionamento delle donne è stata innalzata in un primo tempo (nel 2001) a 63 e in un secondo tempo (nel 2005) a 64 anni. Con l’11a revisione dell’AVS, il Consiglio federale ha proposto al Parlamento di aumentarla a 65 anni.