Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
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ritenendo opportuno valutare un sistema con due soli scatti, e sarebbe favorevole anche all'anticipazione dell'inizio del processo di risparmio. La CSEP approva l'aumento degli accrediti di vecchiaia come conseguenza della riduzione dell'aliquota di conversione; si dichiara tuttavia favorevole a un incremento moderato e graduato con scatti ravvicinati (p. es. ogni cinque anni), considerando in particolare troppo elevato il salto previsto al compimento dei 45 anni (dall'11,5 al 17,5 %). La Camera auspica inoltre un'anticipazione del processo di risparmio. L'ASA/SAV si augura un aumento degli accrediti di vecchiaia (in particolare per gli ultracinquantacinquenni) e propone le aliquote seguenti: 25–34 anni: 8 per cento; 35– 44 anni: 12 per cento; 45–54 anni: 17 per cento; 55–65: 20,5 per cento. Per diversi motivi, l'associazione non ritiene ottimale la graduazione proposta e ritiene che il 535 per cento complessivo non sia sufficiente per compensare completamente la riduzione dell'aliquota minima di conversione al 6,0 per cento, per la quale occorrerebbe un totale fino al 560 per cento, a seconda del salario coordinato. L'ASA/SAV deplora il fatto che per la fascia d'età compresa tra i 25 e i 34 anni si preveda un'aliquota invariata al 7 per cento, dato che un incremento moderato (p. es. di un punto percentuale) avrebbe permesso di ridurre le lacune di compensazione, almeno nel lungo periodo. Inoltre, l'aumento degli accrediti di vecchiaia al compimento dei 45 anni appare molto consistente e potrebbe essere controproducente. Una soluzione per un'impostazione più equilibrata sarebbe mantenere una graduazione degli accrediti di vecchiaia con quattro scatti, in associazione con un adeguamento moderato. L'associazione è aperta a un inizio anticipato del processo di risparmio.
La cassa pensioni ALVOSO LLB si oppone al progetto e sopprimerebbe la graduazione degli accrediti di vecchiaia. L'ARPIP è del parere che la graduazione proposta non vada assolutamente a favore degli anziani; per questo motivo, propone di mantenere il 500 per cento complessivo, fissando però le aliquote rispettivamente al 7 per cento per la fascia d'età dei 25–34 anni e al 14 per cento per quella dei 35–64 anni. Il Groupe Mutuel è contrario all'aumento in esame, in quanto comporterebbe un onere supplementare per le famiglie con figli e per i datori di lavoro. Publica respinge la soluzione proposta come inadeguata e propone di introdurre un'aliquota unica del 13 per cento, al fine di accumulare un avere di vecchiaia pari al 520 per cento del guadagno assicurato. Treuhand Schweiz respinge la proposta, in quanto genererebbe costi supplementari inutili.
Altri partecipanti
Delle 20 organizzazioni interessate che si sono espresse sulla misura in esame, cp, FER,
hotelleriesuisse e COSAS la considerano positiva; GastroSuisse, Forum PMI, PMS, transfair, SDRCA e ASQ formulano riserve e coiffuresuisse, interieursuisse, Fromarte, PCS, UPSC, FSL, SSV, ASSC, ASET e suisseculture vi si oppongono. GastroSuisse è
disposta ad accettare gli aumenti proposti, a condizione che la soglia d'entrata non venga abbassata e la deduzione di coordinamento venga adeguata solo moderatamente. Il Forum PMI auspica che si verifichi l'opportunità di un'aliquota unica. transfair è fondamentalmente favorevole all'aumento degli accrediti di vecchiaia e alla nuova graduazione, ma chiede che venga attenuato il salto previsto nell'avamprogetto ripartendolo su due fasce d'età (p. es. 45– 49 anni: 15,5 %; 50–54 anni: 18 %), poiché in caso contrario si correrebbe il rischio di perdite in termini di salario reale. La SDRCA condivide il parere che gli accrediti di vecchiaia potrebbero essere armonizzati maggiormente tra le diverse fasce d'età, il che consentirebbe non solo di far fronte alla discriminazione legata all'età, ma anche di accumulare un avere più elevato sin dalla giovane età; grazie agli interessi e agli interessi sugli interessi, ne risulterebbe un avere di vecchiaia finale più cospicuo. Forum PMI, coiffuresuisse, interieursuisse, Fromarte, PCS, UPSC, FSL e SSV respingono la misura in esame, ritenendo che, in combinazione con il nuovo metodo proposto per il calcolo della deduzione di coordinamento, renderebbe notevolmente più costoso il 2° pilastro degli assicurati tra i 35 e i 54 anni. A loro avviso, occorre mantenere invariata la soluzione attuale e attenuare le ripercussioni della riduzione dell'aliquota di conversione – di necessità impellente – con un aumento graduale dell'età di pensionamento. suisseculture non è d'accordo con l'aumento degli accrediti di vecchiaia volto a compensare la prevista diminuzione delle rendite, ma lo è