Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 39Fedlex · Rapporto sui risultati
4.4.5 Aumento degli accrediti di vecchiaia
L’avamprogetto prevede di aumentare gli accrediti di vecchiaia versati complessivamente durante una carriera lavorativa completa in modo tale da garantire il livello delle prestazioni, tenuto conto della ridefinizione della deduzione di coordinamento. La graduazione degli accrediti in funzione dell'età verrà livellata. La nuova graduazione prevista per gli accrediti di vecchiaia sarà la seguente:
• 25-34: 7 %
• 35-44: 11,5 %
• 45-54: 17,5 %
• 55-65: 17,5 %
Molti partecipanti alla consultazione sono aperti a un adeguamento degli accrediti di vecchiaia, ma sollevano alcuni punti critici riguardo alla misura nella forma proposta nell'avamprogetto, in particolare il passaggio dall'11,5 al 17,5 per cento previsto al compimento dei 45 anni. Nei pareri pervenuti vengono proposti modelli alternativi, molto spesso associati all'auspicio di anticipare l'inizio del processo di risparmio.
Cantoni
12 Cantoni si sono espressi sulla misura in esame. Cinque di essi (GE, NE, NW, SO, VS) la approvano. Per AR occorre analizzare approfonditamente l'onere supplementare che ne deriverebbe. AI accoglie favorevolmente l'aumento degli accrediti di vecchiaia solo se abbinato alla fissazione tecnicamente corretta dell'aliquota di conversione. TI si dichiara favorevole all'aumento degli accrediti di vecchiaia, ma preferirebbe che si eliminasse del tutto la graduazione in funzione dell'età. VD appoggia la soluzione proposta, ma ne auspica una supplementare volta a garantire il mantenimento del livello delle rendite per le generazioni future. SZ è contrario alla misura in esame e suggerisce di ridurre le aliquote proposte del 25 per cento, portandole rispettivamente al 5,250, all'8,625 e al 13,125 per cento, affinché l'importo in franchi degli accrediti di vecchiaia risulti esattamente uguale a fronte di un guadagno assicurato senza deduzione di coordinamento, nel rispetto del principio di neutralità dei costi. ZG si oppone alla graduazione degli accrediti in funzione dell'età nella forma proposta. Pur approvando l'aumento complessivo degli accrediti di vecchiaia dal 500 al 535 per cento, ritiene che vada mantenuto il sistema vigente, ma prevedendo un incremento dell'aliquota per la categoria d'età più bassa (25–35) dal 7 al 10 per cento e l'inizio del processo di risparmio a 21 anni. Anche BL, AR, TG e TI approverebbero un inizio anticipato del processo di risparmio.
Partiti politici e sezioni di partito
11 partiti politici si sono espressi sulla misura in esame. PSS, PES, PEV e pvl la approvano. Il PSS non è tuttavia convinto dell'efficacia della riduzione degli accrediti di vecchiaia per gli ultracinquantacinquenni nell'ottica di creare opportunità concretamente migliori per i lavoratori più anziani sul mercato del lavoro. Il PES appoggia la riduzione degli accrediti di vecchiaia per i lavoratori di età superiore ai 55 anni, ma la considera insufficiente. Per il PEV la nuova «curva dei contributi» è un passo nella direzione giusta, ma occorrerebbe armonizzare ulteriormente gli accrediti di vecchiaia delle diverse fasce d'età e verificare al contempo l'opportunità di anticipare l'inizio del processo di risparmio. Anche il pvl sarebbe aperto a questa possibilità. Il PPD esprime qualche riserva: la graduazione attuale degli accrediti di vecchiaia comporta oneri salariali accessori nettamente più elevati per i lavoratori più anziani rispetto a quelli più giovani, ma con quella proposta dal Consiglio federale non cambierebbe molto, dato che si anticiperebbe semplicemente di dieci anni l'«età critica». Il partito chiede quindi una graduazione degli accrediti di vecchiaia che non abbia ripercussioni negative per l'assunzione di persone più anziane, prevedendo un maggiore livellamento tra