Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

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dell'innaffiatoio, bensì proporre un modello decentralizzato che consenta di adottare soluzioni individuali in grado di rispondere alle esigenze specifiche dei singoli istituti di previdenza.

Per le PSS-D è necessario un finanziamento supplementare per attenuare l'«effetto baby boom» e garantire il mantenimento del livello delle rendite. Per i Giovani liberali radicali svizzeri la LPP deve tornare ad essere finanziata unicamente in base al principio di capitalizzazione e occorre eliminare tutte le ripartizioni e i trasferimenti contrari al sistema (dai giovani agli anziani e dal regime sovraobbligatorio a quello obbligatorio).

Associazioni mantello dell’economia

Tra le associazioni mantello dell'economia, sei (SIC Svizzera, USI/economiesuisse, USS, USAM e Travail.Suisse) esprimono alcune riserve sulla misura in esame, mentre l'USC la respinge. SIC Svizzera la approva, anche se a suo parere la soluzione proposta presenta svantaggi considerevoli che vanno contrastati: essa favorisce solo gli assicurati affiliati a istituti di previdenza che assicurano unicamente prestazioni LPP o una parte esigua del regime sovraobbligatorio. Tuttavia, il finanziamento graverebbe su tutti gli assicurati, anche su quelli affiliati alle casse (con prestazioni integrate) che hanno già ridotto l'aliquota di conversione; si tratterebbe quindi di una nuova prestazione di solidarietà, che va presentata con la necessaria trasparenza. Per la società, l'obbligo di tenere due conti testimone rappresenta un ulteriore svantaggio. USI/economiesuisse sono fondamentalmente d'accordo con una compensazione proporzionata e finanziabile a favore della generazione di transizione, ma ritengono che quest'ultima debba essere costituita dagli assicurati che abbiano compiuto non 40 anni, bensì 55. Visti i costi elevati, a loro avviso vanno tuttavia considerate alternative che prevedano una compensazione parziale proporzionata invece di una totale. L'USS riconosce la necessità di una garanzia delle prestazioni, ma ritiene troppo complessa la compensazione degli oneri per gli assicurati oltre i 40 anni; inoltre, a suo parere le misure proposte andrebbero in primo luogo a beneficio delle persone collocate nelle fasce di reddito superiori nella parte obbligatoria della previdenza professionale, che percepirebbero importi di gran lunga più elevati rispetto a quelle con redditi modesti, il che sarebbe un errore nell'ottica della politica sociale. L'USAM approva la misura compensativa a favore della generazione di transizione, ma si oppone nettamente all'idea di includere in quest'ultima gli assicurati già dal 40° anno di età, che non si trovano nemmeno a metà della loro vita professionale; a suo avviso, la generazione di transizione dovrebbe comprendere al massimo dieci classi di età. Ritiene inoltre che la compensazione debba essere graduata in modo da compensare meglio le perdite che registrerebbero gli assicurati a partire dai 60 anni nel regime obbligatorio, mentre sarebbe necessaria anche solo una compensazione parziale per gli assicurati di età compresa tra i 55 e i 59 anni. Per Travail.Suisse la misura va ancora ottimizzata: le misure compensative dovrebbero essere maggiormente incentrate sull'AVS e, al fine di ottenere un consenso politico maggioritario, andrebbe chiarito quali assicurati beneficerebbero in ultima analisi delle misure compensative e come vadano trattate le prestazioni sovraobbligatorie (eventuali perdite di rendite nel regime sovraobbligatorio). L'USC è contraria alla misura in esame, in quanto la soluzione centralizzata proposta limiterebbe troppo la libertà di gestione degli istituti di previdenza e renderebbe più complessa e più onerosa l'esecuzione della previdenza professionale; approverebbe invece la soluzione decentralizzata.

Organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti

Tra le organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti, tre (DOK, Pro Senectute e UCBC) sostengono la proposta in esame e altre tre (LCH, CSA e ASA/SVS) vi sono favorevoli con qualche riserva. La LCH è del parere che i versamenti di capitale da parte del Fondo di garanzia a favore della generazione di transizione non dovrebbero andare a beneficio solo di coloro che percepiranno la rendita a 65 anni, bensì anche di quelli che