Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine

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le fasce d'età e una riduzione del tasso di contribuzione applicato ai lavoratori anziani. Per il PPD sono inoltre ipotizzabili un aumento degli accrediti di vecchiaia nelle fasce d'età inferiori e un inizio anticipato del processo di risparmio. Il PLR si dichiara contrario a un aumento degli accrediti di vecchiaia, ma favorevole a un inizio anticipato del processo di risparmio e al livellamento degli accrediti di vecchiaia. L'UDC si oppone alla misura in esame e auspica che la questione sia trattata separatamente, nella prospettiva di un allineamento generale degli accrediti di vecchiaia associato a un'anticipazione del processo di risparmio a partire dai 18 anni. Anche il PBD approverebbe l'inizio del processo di risparmio dai 18 anni.

PPD-D e PS 60+ accolgono favorevolmente la misura in esame. Il PSG 60+ auspica la soppressione o il livellamento degli accrediti di vecchiaia.

Associazioni mantello dell’economia

La maggior parte delle associazioni mantello dell'economia è contraria alla novità proposta in materia di accrediti di vecchiaia. Solo SIC Svizzera concorda sul principio dell'aumento degli accrediti di vecchiaia e sullo sgravio previsto per gli ultracinquantacinquenni, pur facendo notare che secondo studi sul mercato del lavoro (G. Sheldon) nella prassi l'«elevato tasso dei premi» applicato ai lavoratori più anziani non incide molto sulle opportunità occupazionali della fascia d'età oltre i 55 anni. La società approverebbe inoltre l'inizio del processo di risparmio a 21 anni. Secondo USI/economiesuisse l'economia è d'accordo con un aumento degli accrediti di vecchiaia, che considera una misura efficace per compensare la riduzione dell'aliquota minima di conversione. Le associazioni respingono tuttavia la proposta del Consiglio federale per diversi motivi: nell'ottica del mercato del lavoro, l'aumento previsto per le fasce d'età comprese tra i 35 e i 54 anni sarebbe troppo ampio e controproducente; benché sia auspicabile far sì che i lavoratori più anziani siano maggiormente interessanti per il mercato del lavoro, la riduzione di mezzo punto percentuale proposta non produrrebbe alcun risultato in tal senso. USI/economiesuisse formulano dunque una richiesta dal tenore seguente: nuova fascia d'età 21–34 anni: aliquota del 5 per cento; fascia d'età 35–44: aliquota dell'11 per cento; fascia d'età 45–54: nuova aliquota del 16 per cento; fascia d'età 55–età di riferimento: 18 per cento (invariata rispetto ad oggi). Entrambe le associazioni sono inoltre del parere che occorra posticipare la riforma degli accrediti di vecchiaia: perseguire due obiettivi simultaneamente (la riduzione dell'aliquota minima di conversione e l'adeguamento degli accrediti di vecchiaia) renderebbe la riforma prevista troppo costosa. Travail.Suisse è fondamentalmente favorevole all'aumento degli accrediti di vecchiaia e alla nuova graduazione, ma auspica che si valuti la possibilità di attenuare il salto previsto nell'avamprogetto al passaggio dal 44° al 45° anno di età (p. es. 45–49 anni: 15,5 %; 50–54 anni: 18 %). L'USAM è contraria agli adeguamenti proposti, in quanto l'aumento significativo degli accrediti di vecchiaia per le fasce d'età medie, in combinazione con il nuovo metodo proposto per il calcolo della deduzione di coordinamento, renderebbe notevolmente più costoso il 2° pilastro degli assicurati di età compresa tra i 35 e i 54 anni. L'USAM richiede di attenuare le ripercussioni della riduzione dell'aliquota di conversione – di necessità impellente – con un aumento graduale dell'età di riferimento. Anche l'USC respinge esplicitamente la misura in esame, ritenendo che l'aumento dell'1,5 per cento per le fasce d'età tra i 35 e i 54 anni sia troppo oneroso e dunque non adatto per migliorare la previdenza per la vecchiaia di questa categoria di persone. L'USS è d'accordo con il livellamento degli accrediti di vecchiaia e il mantenimento dell'inizio del processo di risparmio a 25 anni, ma ritiene opportuno ridurre gli scatti da quattro a tre; inoltre, a suo avviso il livellamento previsto non deve comportare una diminuzione dell'avere di risparmio. L'USS non è però d'accordo con l'aumento degli accrediti di vecchiaia volto a compensare la prevista diminuzione delle rendite.

Organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti

11 organizzazioni di assicurati, beneficiari di prestazioni e indipendenti si sono espresse sulla misura in esame. Pro Senectute, Giuriste Svizzera e LCH la approvano. Le Giuriste Svizzera sono del parere che in tal modo migliorerebbero le opportunità sul mercato del