Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 67Fedlex · Rapporto sui risultati
4.12 Finanziamento aggiuntivo dell’AVS
Si propone di iscrivere nella Costituzione la possibilità di aumentare di al massimo due punti percentuali l’imposta sul valore aggiunto a favore dell’AVS. In una prima tappa, l’imposta sarà aumentata di un punto percentuale all’entrata in vigore della modifica. Un secondo adeguamento sarà attuato al momento in cui la situazione finanziaria dell’AVS lo richiederà. Le entrate risultanti dalla maggiorazione dell’imposta sul valore aggiunto saranno direttamente destinate al Fondo di compensazione AVS.
Il finanziamento proposto è accoppiato a due condizioni di fondo, che dovranno essere iscritte nella legge:
1. armonizzazione dell’età di riferimento a 65 anni;
2. limitazione del diritto alla rendita per superstiti alle sole persone con compiti educativi o di cura.
L’adeguamento potrà essere lineare o proporzionale (a seconda della variante).
Su 104 pareri pervenuti, 76 sono favorevoli al principio di un finanziamento aggiuntivo attraverso un aumento dell’IVA (ma 16 con riserva), mentre 28 sono contrari alla proposta. I partigiani di questa soluzione considerano più ragionevole un finanziamento attraverso l’IVA anziché con altre imposte o con un aumento dei contributi salariali. I pareri che si addentrano nei dettagli della proposta sono una cinquantina; di questi, meno di un terzo sono favorevoli a un aumento graduale fino al 2 per cento al massimo (6 Cantoni, SIC Svizzera, UCS, alcune organizzazioni di aiuto ai disabili). Diversi interpellati propendono per un aumento più contenuto dell’IVA o approvano soltanto il primo adeguamento (1 %), oppure approvano un secondo aumento soltanto a certe condizioni. Varie voci auspicano anche che si esaminino altre fonti di finanziamento. L’accoppiamento previsto è accolto con favore da TG e UCS, nonché da taluni Cantoni ma soltanto per quanto riguarda il primo aumento dell’IVA dell’1 per cento. La proposta è osteggiata in particolare dalle associazioni di lavoratori, dalle organizzazioni femminili e dalle organizzazioni di aiuto ai disabili (cfr. al riguardo anche il capo. 3.3.2). L’80 per cento degli interpellati preferisce un adeguamento proporzionale all’adeguamento lineare.
Cantone
Sei Cantoni (SO, BS, NE, NW, TG, OW) approvano il previsto aumento graduale dell’IVA.
La maggior parte dei Cantoni ammette la necessità di provvedere al finanziamento aggiuntivo dell’AVS e ritiene che l’aumento dell’IVA sia preferibile («il minore dei mali») ad altre fonti quali le imposte dirette o le imposte sulle successioni, oppure a un aumento dei contributi salariali, a carico della popolazione attiva (in tal senso si esprimono LU, SZ, OW, FR, SO, BS, BL, AI, AR, GR, TI, NE, JU, VS, e anche GL e SH unendosi al parere della CDF). GE auspica maggiore prudenza quanto all’aumento dell’IVA, che dovrebbe essere evitato a causa delle sue ripercussioni sull’economia svizzera.
A giudizio di diversi Cantoni (LU, SZ, BL, AI, GR, VS, GE, JU), il secondo punto percentuale del previsto aumento dell’IVA dovrebbe essere riscosso soltanto in caso di impellente necessità («nessun assegno in bianco», oppure «un aumento delle imposte per costituire scorte non sarebbe ragionevole») e a tempo debito dovrebbe essere combinato con altre misure, ad esempio un aumento graduale dell’età di riferimento (SZ, AI, VS, JU, GR) o a nuove misure di risparmio volte a ridurre le uscite (GE). BE ritiene che la soluzione proposta non sia ottimale e chiede una diversificazione del finanziamento aggiuntivo: l’IVA può essere una possibile fonte, ma a parte occorrerebbe considerarne altre (p. es. imposte sulle successioni su scala federale). ZH avverte delle ripercussioni negative di un eventuale aumento dell’IVA e all’attendibile aumento degli oneri per i Cantoni a livello di PC, e auspica