Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 105 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 70Fedlex · Rapporto sui risultati
Per ragioni sociopolitiche, SIC Svizzera, USS e Travail.Suisse propendono piuttosto per un aumento proporzionale dell’IVA ma si oppongono a un accoppiamento tra aumento dell’IVA e altri interventi di riforma, o comunque esprimono un giudizio critico riguardo a tale soluzione (Travail.Suisse).
L’USC esprime soddisfazione per il fatto che il finanziamento venga assicurato a lungo termine con un aumento dell’IVA, ma deplora che il progetto «cristallizzi» per lungo tempo la questione di un generale innalzamento dell’età di pensionamento, decisiva anche per il duraturo equilibrio finanziario dell’AVS. USI/economiesuisse (cui si unisce anche l’ASB) accettano come estrema soluzione un aumento lineare dell’IVA dello 0,6 per cento al massimo, da realizzarsi in due tempi e subordinato in modo giuridicamente vincolante a un’armonizzazione dell’età di riferimento a 65 per uomini e donne. Il primo aumento dovrà essere attuato al momento dell’entrata in vigore del progetto principale 1 richiesto dall’associazione (idealmente nel 2018, quando verrà a cadere anche il finanziamento aggiuntivo a favore dell’AI), mentre il secondo aumento dovrà essere applicato al momento della completa attuazione dell’armonizzazione dell’età di riferimento a 65 anni (non associato agli adeguamenti della rendita di vedova). Per l’associazione, un ulteriore aumento dello 0,4 per cento potrebbe entrare in considerazione soltanto come meccanismo di stabilizzazione automatica, insieme a un graduale innalzamento, di 24 mesi al massimo, dell’età di riferimento per il pensionamento. L’USAM respinge fermamente il proposto adeguamento delle aliquote IVA fino a un massimo del 2 per cento. Questa misura avrebbe gravi conseguenze per l’economia. L’associazione propone invece di introdurre un meccanismo che faccia innalzare l’età di pensionamento a scatti mensili, in funzione delle necessità finanziarie dell’AVS.
Organizzazioni di assicurati – beneficiari di prestazioni – indipendenti
Tra le organizzazioni femminili, l’SKF accetta la possibilità di un finanziamento aggiuntivo graduale tramite l’IVA. L’ADD approva un aumento temporaneo del 2 per cento al massimo, ma si oppone con veemenza a un aumento dell’IVA a tempo indeterminato. CFQF, alliance F, ADD, USDCR, SKF e WIDE (comunque scettiche nei confronti di un aumento dell’IVA) rifiutano l’accoppiamento dell’armonizzazione dell’età di riferimento e delle restrizioni alle rendite di vedova con l’aumento dell’IVA, poiché tale accoppiamento servirebbe soltanto a fare pressione per strappare il consenso allo smantellamento delle prestazioni versate alle donne.
Tra le organizzazioni che difendono gli interessi degli anziani e dei pensionati, CSA, ASA/SVS e FARES approvano un finanziamento aggiuntivo tramite l’IVA, ma soltanto fino a un massimo dell’1 per cento e a patto che le entrate così conseguite confluiscano interamente all’AVS. ASA/SVS e FARES propongono di rinunciare ad abbinare l’aumento dell’IVA di un punto percentuale con l’introduzione di un’età di riferimento armonizzata a 65 anni e con la modifica del sistema di rendite per superstiti. AVIVO e FSR escludono nel modo più assoluto un aumento dell’IVA (in quanto misura «antisociale» e «punitiva per gli anziani»), ma considerano concepibile un aumento dei contributi. Pro Senectute approva l’aumento dell’IVA ma auspica che il conseguente aumento degli oneri venga preso in considerazione per il calcolo del minimo vitale nell’ambito delle PC. Diverse organizzazioni di aiuto ai disabili (DOK, PI, PMS, UCBC, FSC e Retina Suisse, ASP) preferiscono un aumento dell’IVA piuttosto che un aumento dei contributi salariali. Appoggiano la proposta di aumento graduale del 2 per cento al massimo, poiché in Svizzera le aliquote IVA sono relativamente basse e inoltre l’IVA tocca anche la massa crescente dei pensionati, garantendo in tal modo una solidarietà intergenerazionale. DOK propone di esaminare anche un eventuale ricorso all’imposta sulle successioni o alla tassa Tobin come canale di finanziamento alternativo. Anche AGILE e Procap suggeriscono di non puntare soltanto sull’IVA, ma anche su altre fonti di finanziamento, quali l’imposta sulle successioni o la tassa Tobin. DOK e alcune delle suddette organizzazioni di aiuto ai disabili sostengono inoltre che il primo aumento dell’IVA di un punto percentuale non debba necessariamente essere