Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/47: Recepimento e trasposizione del regolamento (UE) n. 1051/2013 che modifica il codice frontiere Schengen al fine di introdurre norme comuni sul ripristino temporaneo del controllo di frontiera alle frontiere interne (sviluppo dell'acquis di Schengen) e altre modifiche del diritto in materia d'asilo e di stranieri · 12 pagine
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UDC chiede inoltre che le spese d’allontanamento verso il Paese d’origine siano a carico dello Stato Dublino competente che ha erogato la decisione in merito alla domanda d’asilo.
SG teme che gli Stati limitrofi della Svizzera che non hanno stipulato accordi di riammissione con determinati Stati terzi esercitino pressione sul nostro Paese affinché le autorità cantonali eseguano l’allontanamento in loro vece. Un simile sviluppo andrebbe sorvegliato e, laddove necessario, contrastato mediante misure ad hoc.
PS, OSAR e USS approvano la trasposizione della direttiva 2001/40/CE e la possibilità di allontanare i richiedenti l’asilo direttamente nel Paese d’origine anziché trasferirli nello Stato Dublino che, pur essendo competente, non esegue gli allontanamenti da lui stesso ordinati. Occorre tuttavia garantire che sia assolutamente esclusa qualsiasi violazione del principio di non-refoulement. A tal fine occorre svolgere un’audizione, conditio sine qua non per siffatti allontanamenti. USS rileva che una tale decisione non può essere erogata unicamente sulla base di documenti scritti. Il richiedente deve poter partecipare oralmente alla procedura.
PS, ACES, FIMM, OSAR, UNHCR e USS auspicano che la presunzione secondo cui il richiedente non abbia la qualità di rifugiato sia refutabile. L’interessato deve avere la possibilità di invalidare la presunzione durante un’audizione. Occorre considerare al riguardo la giurisprudenza riguardante l’articolo 32 capoverso 2 lettera f LAsi (non entrata nel merito in caso di decisione negativa erogata nell’UE), segnatamente GICRA 2006 n. 33.
ACES e UNHCR chiedono che la Svizzera svolga, laddove necessario, l’esame materiale della domanda d’asilo. Ciò sarebbe il caso per esempio qualora l’interessato invochi importanti motivi a sostegno della qualità di rifugiato o qualora, dopo l’erogazione della decisione da parte di uno Stato Dublino, siano intervenuti avvenimenti atti a dimostrare la qualità di rifugiato.
PS, ACES, OSAR e UNHCR ritengono che sia applicabile l’articolo 6 paragrafo 3 della direttiva 2001/40/CE e che pertanto occorra concedere asilo a chi ha la qualità di rifugiato.
FIMM e OSAR propongono di riprendere la formulazione del vecchio articolo 32 capoverso 2 lettera f LAsi, completandola:
«Non si entra nel merito di una domanda d’asilo se il richiedente è stato oggetto di una decisione negativa in materia d’asilo in uno Stato dell’Unione Europea o dello Spazio economico europeo e non
sia possibile invalidare la presunzione, fondata su tale decisione, che il richiedente non abbia
la qualità di rifugiato conformemente all’articolo 3 LAsi, a meno che dall’audizione non emergano indizi secondo cui nel frattempo sono intervenuti fatti propri a giustificare la qualità di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione provvisoria.»
Peraltro, il diritto di essere sentiti non può essere concesso in procedura scritta bensì nell’ambito di un’audizione.
PS, FIMM e OSAR auspicano che siano considerate le diverse prassi europee riguardanti la concessione dell’asilo. Non è possibile prevedere standard identici in tutto lo spazio Dublino. Occorre attenersi alla giurisprudenza riguardante l’allontanamento preventivo nello Stato che ha negato l’asilo, segnatamente GICRA 1998 n. 24, pag. 220. Questa giurisprudenza considera il rispetto dello Stato di diritto e del principio di non-refoulement come base per la presunzione che la decisione negativa sull’asilo erogata dallo Stato in questione sia un indizio che il richiedente non ha la qualità di rifugiato. Il richiedente ha la possibilità di invalidare la presunzione.
PS e OSAR ritengono che la decisione in materia d’asilo e allontanamento da riconoscere debba essere una decisione materiale e non una decisione di non entrata nel merito formale. Ciò deve risultare chiaramente dall’articolo 31b LAsi.