Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/63: Legge federale sui servizi finanziari (Legge sui servizi finanziari, LSF) e Legge federale sugli istituti finanziari (Legge sugli istituti finanziari, LIFin) · 66 pagine
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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione concernente la legge
sui servizi finanziari (LSF) e la legge sugli istituti finanziari (LIFin)
1.2.5 Trasparenza e diligenza nel caso dei mandati dei clienti (art. 17 segg. AP-LSF)
Le formulazioni proposte negli articoli 17 e 18 AP-LSF sono viste con occhio critico da diversi partecipanti alla consultazione. Tuttavia, le riserve avanzate non si orientano ai principi della trasparenza e diligenza nell’esecuzione dei mandati dei clienti in quanto tali, bensì alle impostazioni proposte per questi principi. Ad esempio, alcuni partecipanti ritengono che le disposizioni si orientino troppo al contratto d’appalto e contengano un inutile Swiss finish (Forum OAD, Fiduciari Suisse, VQF, SVIG).
Anche SwissBanking, UBS e CS chiedono una riformulazione di entrambi gli articoli, rinviando all’esistente autodisciplina e agli standard internazionali riguardanti la best execution. In particolare, gli obblighi sulla parità di trattamento e della migliore esecuzione possibile dei mandati dei clienti non devono essere troppo rigidi. Inoltre occorre chiarire che il principio della best execution non può mai essere garantito su una singola transazione. I partecipanti alla consultazione menzionati rendono anche attenti al fatto che le istruzioni dei clienti riguardanti l’esecuzione delle transazioni vanno in ogni caso rispettate. SwissBanking, UBS, CS e SIC Svizzera auspicano uno stralcio della competenza in fatto di regolamentazione del Consiglio federale e un trasferimento della concretizzazione degli obblighi di trasparenza e di diligenza all’autodisciplina. Infine CFA ritiene che il miglior prezzo possibile sia il criterio più importante per la valutazione della best execution. L’introduzione di altri criteri come tempo e qualità comporta un annacquamento e un impiego abusivo di questi criteri e deve quindi essere stralciata.
Altri pareri, invece, non chiedono uno snellimento, bensì un’estensione del catalogo degli obblighi di cui agli articoli 17 e 18 AP-LSF. Ad esempio, BX ritiene che nell’articolo 17 capoverso 2 occorra stabilire inoltre che il Consiglio federale, nelle sue disposizioni di esecuzione, debba prescrivere un inoltro e un’esecuzione immediati dei mandati dei clienti. Inoltre, il principio della migliore esecuzione possibile dei mandati deve essere meglio definito sotto gli aspetti temporale e qualitativo. A livello di legge occorre stabilire che i fornitori di servizi finanziari possono trasferire ai propri clienti solo i costi effettivi delle piazze borsistiche. Anche SIX esige disposizioni d’esecuzione per il principio della best execution, le quali, tra l’altro, dovrebbero distinguere i clienti privati da quelli professionali e garantire la trasparenza sui costi d’esecuzione. Sarebbe altresì opportuno considerare la probabilità di esecuzione di un’operazione. Camera fiduciaria auspica inoltre che il capoverso 1 dell’articolo 18 AP-LSF venga ulteriormente concretizzato da parte del Consiglio federale e ASG vorrebbe agevolazioni per i piccoli fornitori di servizi finanziari al di fuori del settore bancario.
1.2.6 Organizzazione (art. 21 segg. AP-LSF)
Di principio, le direttive concernenti l’organizzazione dei fornitori di servizi finanziari non sono criticate. Tuttavia si afferma che le direttive proposte sono troppo rigide. Le riserve si riferiscono in particolare all’esperienza di collaboratori, alla sorveglianza di terzi e agli obblighi riguardanti le catene dei fornitori di servizi finanziari. Raiffeisen ritiene inoltre che numerosi obblighi organizzativi siano già di principio superflui.
Parecchi partecipanti criticano l’obbligo all’articolo 23 AP-LSF, in base al quale il fornitore di servizi finanziari deve sorvegliare i terzi a cui ricorre per la fornitura di servizi finanziari (in particolare SIC Svizzera, USAM, CS, banche cantonali, UBS). Mentre alcuni partecipanti esigono anche per il quadro di diritto in materia di vigilanza una formulazione che si riallacci alla responsabilità di diritto privato per i sostituti secondo l’articolo 399 capoverso 2 del Codice delle obbligazioni (CO), altri non respingono solo la sorveglianza ma anche l’obbligo di istruire terzi cui si fa ricorso. SchellenbergWittmer propone invece di completare l’articolo 23 con un nuovo capoverso 4 in cui si definisce espressamente che le disposizioni di diritto privato non sono toccate dalla regolamentazione.