Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 67 pagine
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Rapporto esplicativo concernente la modifica delle basi legali per l'USEs
Il capo dell'esercito comanda l'esercito ed è il massimo consulente militare del capo del DDPS. Egli viene appoggiato in tale compito dello Stato maggiore dell'esercito, il quale elabora le direttive strategico-militari a lungo termine per l'intero esercito. Lo Stato maggiore dell'esercito è competente in particolare per la pianificazione strategica e militare globale, per l'ulteriore sviluppo dell'esercito, per la gestione economico-aziendale e per l’elaborazione di direttive per la prontezza di base di tutto l'esercito. Inoltre, dirige e coordina la cooperazione bilaterale e multilaterale in materia di sicurezza e di forze armate, ed emana istruzioni in merito.
5.1 Impiego
Tutte le operazioni e gli impieghi dell'esercito saranno pianificati e eseguiti dal capo Operazioni e dal suo stato maggiore su incarico del capo dell'esercito. Il capo Operazioni definirà la prontezza all'impiego e tramite un controlling dirigerà e verificherà quest'ultima. Poiché le capacità dell'esercito sono limitate e i mezzi devono essere pianificati e impiegati in modo integrale, sarà necessario un coordinamento centrale a livello operativo. Laddove l'esercito appoggia autorità civili o altri partner nella Rete integrata Svizzera per la sicurezza, il lavoro di pianificazione operativa si incentrerà sull’accertamento della situazione relativa al compito (in collaborazione con le regioni territoriali e gli stati maggiori di collegamento territoriale cantonali), sull'assegnazione di forze e sistemi idonei nonché sulla regolamentazione dei rapporti di collaborazione.
Al capo Operazioni saranno subordinate le Forze aeree, le Forze terrestri, le quattro regioni territoriali, il Centro di competenza SWISSINT, il Servizio informazioni militare e la polizia militare. Quest'ultima sarà composta anche in futuro da militari di professione e di milizia. Per quanto riguarda i militari di professione è previsto uno spostamento delle priorità dalla polizia militare mobile a quella territoriale. Quest'ultima è più polivalente e maggiormente compatibile con la polizia civile. In futuro la componente professionista della polizia militare sarà impiegata sempre di più per proteggere le infrastrutture dell'esercito (per es. aerodromi, centri logistici). Per migliorare l'appoggio alle autorità civili, il numero di battaglioni della polizia militare (organizzazione di milizia) passerà da due a quattro.
Nel caso di eventi pianificabili e chiaramente definiti dal punto di vista geografico nonché nel caso di impieghi permanenti di piccole dimensioni, il capo dell'esercito o il capo Operazioni potrà delegare la condotta dell'impiego ai livelli inferiori, segnatamente a una regione territoriale o alle Forze aeree. In situazioni normali e particolari, le formazioni necessarie per gli impieghi di aiuto in caso di catastrofe nonché gli impieghi di sicurezza e d'appoggio saranno condotte in linea di principio dalle regioni territoriali. I comandanti delle regioni territoriali fungeranno in particolare da elementi di collegamento con i Cantoni. I loro sostituti rivestiranno il grado di brigadiere. In questo modo gli ufficiali di milizia avranno ancora la possibilità di intraprendere una carriera militare fino a diventare alti ufficiali superiori.
Allo scopo di appoggiare le autorità civili, in futuro le regioni territoriali disporranno di ulteriori formazioni subordinate organicamente. A ogni regione territoriale saran-