Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/87: 13.435 Iv.pa. Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!» · 13 pagine
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Compendio
Il presente avamprogetto di legge è concepito come un controprogetto indiretto all’iniziativa popolare «Basta con l’IVA discriminatoria per la ristorazione!». L’iniziativa chiede che le prestazioni della ristorazione siano assoggettate alla stessa aliquota applicata alla fornitura di alimenti. L’iniziativa si prefigge la parità di trattamento fra i ristoranti, le cui prestazioni sono attualmente assoggettate all'aliquota normale dell'IVA dell'8 per cento, e chi effettua le cosiddette prestazioni di «take away», prestazioni che sono considerate forniture di alimenti e come tali sono assoggettate all’aliquota ridotta del 2,5 per cento.
La maggioranza della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale riconosce la legittimità dell’obiettivo perseguito dall’iniziativa popolare, che è quello di sopprimere la distorsione della concorrenza fra le prestazioni della ristorazione e quelle del settore take away. Come il Consiglio federale, anche la Commissione ritiene tuttavia che l’iniziativa non potrebbe essere attuata se non al prezzo di perdite fiscali inaccettabili, dell’ordine di 700–750 milioni di franchi, oppure attraverso un aumento delle aliquote, misura che però non è auspicabile dal punto di vista sociale.
A differenza del Consiglio federale, che respinge l’iniziativa senza opporvi un controprogetto, la maggioranza della Commissione propone, sotto forma di controprogetto indiretto, di procedere a una revisione della legge sull’IVA che permetta di assoggettare gran parte delle prestazioni del settore take away all’aliquota normale. Il testo proposto dalla maggioranza della Commissione prevede infatti che le forniture di alimenti caldi non siano più assoggettate all’aliquota ridotta del 2,5 per cento, ma a quella normale dell’8 per cento. In tal modo sarà possibile ridurre in modo sensibile la distorsione della concorrenza fra il settore della ristorazione e quello del take away.
Una minoranza propone di non entrare in materia sul controprogetto: a suo avviso, l'introduzione di questo nuovo criterio per determinare l'aliquota applicabile agli alimenti complicherebbe in modo notevole il diritto dell'IVA e sarebbe problematico dal punto di vista del principio costituzionale dell'uguaglianza giuridica.