Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/87: 13.435 Iv.pa. Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!» · 13 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 7Fedlex · Rapporto esplicativo

Figura

Criteri per determinare quale aliquota d’imposta applicare alle prestazioni di take away

Bevande alcooliche?

sì

no

Alimenti caldi?

sì

no

Consumo sul posto ?

sì

no

Aliquota ridotta del 2,5 % Aliquota normale dell'8 %

criteri attuali di delimitazione %

nuovo criterio di delimitazione

2.4.2 Proposta della minoranza

Una minoranza della Commissione (Noser, Birrer-Heimo, Leutenegger Oberholzer, Müller Philipp, Pelli) propone di non entrare in materia sul progetto. A suo avviso, risulta problematico far dipendere l'aliquota dalla temperatura di un pasto. È difficile infatti giustificare una situazione per cui un consumatore è tenuto a pagare l'8 per cento d'imposta sull'acquisto di un pasto caldo (p. es. un hot dog), mentre se ne acquista uno uguale, ma freddo (p. es. un sandwich), deve pagare solo il 2,5 per cento. Per la minoranza questa disparità di trattamento non è compatibile con il principio costituzionale dell'uguaglianza giuridica (art. 8 Cost.). Il controprogetto creerebbe d'altronde una disparità di trattamento anche all'interno del settore take away, segnatamente fra le aziende che vendono alimenti caldi e quelle che vendono solo alimenti freddi.

La minoranza rammenta che la differenza di aliquote fra le prestazioni della ristorazione e la fornitura di alimenti è giustificata da ragioni di politica sociale. In considerazione del fatto che la fornitura di alimenti è intesa a coprire un bisogno fondamentale, il legislatore ha voluto alleggerire il carico fiscale in questo settore. Per quel che riguarda le prestazioni della ristorazione, esse sono assoggettate all'aliquota normale dato che, oltre a soddisfare il bisogno di nutrirsi, comprendono anche una prestazione che non corrisponde a un bisogno fondamentale. Con l'avamprogetto la fornitura di alimenti caldi verrebbe tuttavia assoggettata all'aliquota normale, e questo nonostante il fatto che, come nel caso di un pasto asportato dal cliente, non viene fornita alcuna prestazione e che tale tipo di fornitura copre il bisogno fondamentale di nutrirsi, così come nel caso di un alimento freddo. Per la minoranza questa situazione non si giustifica ed è ai limiti dell'arbitrio (art. 9 Cost.).

La minoranza della Commissione ritiene inoltre che la modifica di legge proposta non farebbe che creare nuovi problemi di determinazione (p. es. nel caso di un ali-