Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/87: 13.435 Iv.pa. Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!» · 13 pagine

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zioni della ristorazione all’aliquota ridotta.7 Tuttavia una soluzione del genere, qualora venisse attuata senza misure di compensazione, comporterebbe una diminuzione annua delle entrate fiscali dell’ordine di 700-750 milioni di franchi. Questa diminuzione non colpirebbe solo le finanze federali ma anche il Fondo AVS e il Fondo AI, che vedrebbero ridursi il loro gettito di 75 rispettivamente 40 milioni di franchi. Per le casse della Confederazione una diminuzione delle entrate di questa entità non sarebbe sopportabile.

Queste minori entrate potrebbero essere compensate da un aumento delle aliquote fiscali. Nel suo messaggio del 14 settembre 2012 (n. 5), il Consiglio federale propone di modificare la legge sull’IVA in modo da portare dal 2,5 al 3,8 per cento l’aliquota ridotta, e dal 3,8 al 3,9 per cento l’aliquota speciale per le prestazioni del settore alberghiero. Con una corrispondente modifica costituzionale vi sarebbe però anche la possibilità di lasciare l’aliquota ridotta al livello attuale e di aumentare l’aliquota normale di 0,3 punti percentuali, portandola all’8,3 per cento. Un’altra possibilità sarebbe di aumentare l’aliquota normale di 0,2 punti percentuali e l’aliquota ridotta di 0,4 punti percentuali. Le varianti compensative che prevedono un aumento dell’aliquota normale comporterebbero per i Cantoni e i Comuni spese supplementari pari a 70 rispettivamente 50 milioni di franchi.

In tutte le varianti compensative risulta un peggioramento, rispetto al diritto vigente, della situazione di quelle economie domestiche che fanno segnare una percentuale esigua di uscite per le prestazioni della ristorazione. A farne le spese sarebbero soprattutto le economie domestiche in condizioni economiche modeste e quelle con figli. La Commissione ritiene che una situazione del genere non sarebbe accettabile per ragioni di politica sociale.

2.4 Proposte della Commissione

2.4.1 Proposta della maggioranza

Riconosciuta la necessità d'intervenire (cfr. n. 2.2), e auspicando che il comitato d'iniziativa ritiri la propria iniziativa popolare qualora venisse presentato un controprogetto indiretto, la maggioranza della Commissione reputa necessario ridurre, a livello di legge, gli svantaggi fiscali cui sono soggette le prestazioni della ristorazione rispetto alle prestazioni di take away.

La Commissione ha discusso diverse proposte di controprogetto che prevedono l'assoggettamento, integrale o parziale, all'aliquota normale delle prestazioni del settore take away, prestazioni che nel diritto vigente sono imponibili all'aliquota ridotta. In tale ambito ci si è però resi conto che non è possibile tracciare un limite netto fra le prestazioni di take away e le forniture di alimenti propriamente dette:

7 In teoria l’iniziativa si potrebbe attuare anche attraverso un assoggettamento all’aliquota normale di tutte le forniture di alimenti. Si tratterebbe tuttavia di una soluzione poco praticabile sul piano sociale, considerato che l’aliquota ridotta è intesa a privilegiare fiscalmente soprattutto la vendita di alimenti in quanto beni di prima necessità. Inoltre, in base al testo dell’iniziativa, la somministrazione di bevande alcoliche e la vendita di articoli di tabacco dovrebbero essere assoggettate all’aliquota ridotta, ciò che risulterebbe impensabile, anche solo per ragioni di politica sanitaria.