Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/87: 13.435 Iv.pa. Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!» · 19 pagine

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1 Situazione iniziale

L’iniziativa popolare 12.074 Basta con l’IVA discriminatoria per la ristorazione!, depositata da Gastrosuisse, chiede un adeguamento dell’articolo 130 della Costituzione federale (Cost.)1, affinché alle prestazioni della ristorazione si applichi la stessa aliquota IVA vigente per la fornitura di alimenti. L’iniziativa si prefigge la parità di trattamento fiscale fra i ristoranti le cui prestazioni sono attualmente assoggettate all’aliquota normale e chi fornisce le cosiddette prestazioni di «take-away», prestazioni che sono considerate dal diritto vigente forniture di alimenti e, come tali, assoggettate all’aliquota ridotta. Il Consiglio federale raccomanda di respingere l’iniziativa e di non contrapporvi alcun controprogetto.

La CET-N approva in linea di massima l’obiettivo perseguito dall’iniziativa popolare, ma ritiene che le modalità per la sua attuazione non siano sostenibili sul piano della politica finanziaria e sociale. Per questo motivo, nel corso della sua seduta del 24 giugno 2013 ha deciso, con 14 voti favorevoli, 5 contrari e 2 astensioni, di elaborare un controprogetto indiretto sotto forma di iniziativa commissionale. Ottenuto il consenso della CET-S, nella sua seduta del 12 agosto la CET-N ha approvato, con 13 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astensioni, un avamprogetto di legge e il relativo rapporto esplicativo e deciso di indire una procedura di consultazione.

La procedura di consultazione è stata avviata il 19 agosto 2013 con termine ridotto fino al 30 settembre 2013. L’Assemblea federale deve decidere, entro il 21 marzo 2014, su una raccomandazione di voto inerente all’iniziativa popolare. Affinché anche il Consiglio degli Stati possa deliberare sull’iniziativa popolare prima della decorrenza del termine, è indispensabile che il Consiglio nazionale esamini sia il controprogetto indiretto della CET-N che l’iniziativa popolare nel corso della sessione invernale.

2 Il progetto posto in consultazione

Oltre che applicando alle prestazioni della ristorazione l’aliquota ridotta, la parità di trattamento fiscale tra tali prestazioni e quelle dei take-away può essere ottenuta – almeno teoricamente – assoggettando queste ultime all’aliquota normale. A tal fine, è comunque necessario un criterio affidabile per poter distinguere le prestazioni di take-away dalle forniture di alimenti. Queste ultime si differenziano sostanzialmente dalle prestazioni di take-away per quanto attiene al momento del consumo che, nel caso specifico, avviene di norma subito dopo l’acquisto. Poiché, tuttavia, l’impresa che deve incassare l’imposta sul valore aggiunto dalla clientela non sa quando il cliente consumerà effettivamente gli alimenti acquistati, non è di fatto possibile delimitare con certezza la fornitura di alimenti dalle prestazioni di take-away.

L’assoggettamento di tutte le bevande e cibi caldi all’aliquota normale dell’otto per cento si è rivelata essere l’unica possibilità di tassare perlomeno una parte notevole delle prestazioni di take-away alla stregua delle prestazioni della ristorazione. Per quanto concerne la fornitura di bevande e cibi caldi, nella stragrande maggioranza dei casi si può partire dal presupposto che questi vengano consumati immediatamente dopo l’acquisto e che, di conseguenza, si tratti di una prestazione di take-away e non dell’acquisto di alimenti.

Quale controprogetto indiretto all’iniziativa popolare di Gastrosuisse, la CET-N propone pertanto, con la sua iniziativa parlamentare, una modifica dell’articolo 25 della legge federale del

1 RS 101