Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/87: 13.435 Iv.pa. Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!» · 19 pagine

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normale, non migliorerebbe di certo peggiorando le condizioni di mercato degli esercizi takeaway.

4.2.3 Associazioni e altri interessati

Le 25 associazioni e gli altri interessati menzionati di seguito respingono il controprogetto indiretto della CET-N: Gastrosuisse, Hotelleriesuisse, Economiesuisse, l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), la Fédération des Entreprises Romandes, il Centre Patronal, l’Unione sindacale svizzera (USS), la Fondazione per la protezione dei consumatori,

l’Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera italiana, la Interessengemeinschaft Detailhandel Schweiz (IG DHS), l’Associazione svizzera di dettaglianti in alimentari, la Swiss Retail Federation, l’Associazione svizzera mastri panettieri-confettieri (PCS), la Swiss Catering Association (SCA), l’Unione Professionale Svizzera della Carne (UPSC), la Wirteverband Basel-Stadt, Gastrozürich, il Mehrwertsteuer-Konsultativgremium, la Treuhand-Kammer, McDonald’s Svizzera, Tibits AG, Selecta AG, il gruppo Fenaco e Bell AG.

L’Unione sindacale svizzera (USS), la Interessengemeinschaft Detailhandel Schweiz (IG DHS), l’Associazione svizzera mastri panettieri-confettieri (PCS), la Swiss Catering Association (SCA) e Bell AG ritengono giustificata l’attuale disparità di trattamento fiscale tra le prestazioni della ristorazione e quelle dei take-away o, per l’esattezza, ritengono che non vi sia alcuna distorsione della concorrenza, in quanto si tratterebbe di prestazioni differenti.

L’aliquota normale prevista per le prestazioni di servizi sarebbe giustificata esclusivamente soltanto se la vendita di alimenti fosse appunto accompagnata da prestazioni di servizi, il che non si verifica nel caso delle prestazioni dei take-away.

Gastrosuisse, Hotelleriesuisse, l’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), Economiesuisse, la Fédération des Entreprises Romandes, il Centre Patronal, Travailsuisse, la Treuhand-Kammer, la Fondazione per la protezione dei consumatori, l’Associazione Consumatrici e Consumatori della Svizzera italiana, la Wirteverband Basel-Stadt e il gruppo Fenaco reputano che vi siano distorsioni della concorrenza tra le prestazioni della ristorazione e quelle dei take-away. Sono però dell’avviso che questo problema non verrebbe risolto mediante il controprogetto indiretto della CET-N.

Per Economiesuisse, Hotelleriesuisse, il Centre Patronal e la Treuhand-Kammer, soltanto con l’adozione dell’aliquota unica è possibile risolvere il problema che sottende alle distorsioni della concorrenza tra ristorazione e take-away.

Gli argomenti avanzati contro il controprogetto indiretto della CET-N sono in sostanza i seguenti:

 introdurre una distinzione fiscale supplementare tra piatti da asporto caldi e freddi non

risolverebbe nessuno dei problemi di delimitazione esistenti, ma creerebbe nuovi interrogativi e incertezza del diritto. Inoltre, non è affatto sicuro che un trattamento fiscale differenziato soltanto in base alla temperatura di un alimento non rappresenti una violazione del principio costituzionale della parità di trattamento.

 L’applicazione di un’aliquota IVA più elevata ai piatti da asporto caldi costituirebbe un

onere finanziario aggiuntivo per le imprese di questo settore e per la loro clientela, un settore già sotto pressione a causa del franco forte. Un rincaro supplementare graverebbe sui salari, inciderebbe negativamente sugli investimenti e causerebbe un aumento dei prezzi per i consumatori.

 Diversamente da quanto propone l’iniziativa popolare, il controprogetto non privilegereb-

be fiscalmente le aziende gastronomiche. I prezzi maggiorati applicati ai piatti da asporto