Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/87: 13.435 Iv.pa. Controprogetto indiretto all'iniziativa popolare «Basta con l'IVA discriminatoria per la ristorazione!» · 19 pagine
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caldi non incrementerebbero la domanda di prestazioni della ristorazione se non in misura minima. Si avrebbe piuttosto un aumento del consumo di piatti da asporto freddi, molto discutibile dal punto di vista della salute. Crescerebbe inoltre la tassa occulta e con essa l’onere finanziario delle cucine industriali che riforniscono case per anziani, case di cura, ospedali e scuole.
Poiché il controprogetto indiretto della CET-N procurerebbe entrate fiscali supplementari,
alcuni partecipanti sospettano una strumentalizzazione dell’iniziativa popolare – discutibile sul piano della politica istituzionale – avente per obiettivo uno sgravio fiscale del settore.
Selecta AG obietta che la somministrazione di alimenti mediante distributori automatici non sarebbe in concorrenza con le prestazioni della ristorazione e dei take-away e non includerebbe nessuna prestazione di servizio oltre alla vendita di un alimento. L’assoggettamento all’aliquota normale di alimenti caldi erogati da distributori automatici sarebbe pertanto arbitrario. Di conseguenza, alle vendite mediante distributori automatici dovrebbe essere applicata, com’è stato il caso sinora, l’aliquota ridotta.
4.3 Proposte alternative
4.3.1 Aliquota speciale applicabile al settore della ristorazione
Gastrosuisse e la Wirteverband Basel-Stadt, appoggiate dal PBD, propongono di assoggettare a un’aliquota speciale le prestazioni della ristorazione attualmente assoggettate
all’aliquota normale, al pari di quanto fatto per le prestazioni del settore alberghiero (analcoliche). L’aliquota speciale dovrebbe essere aumentata dall’attuale 3,8 al 5,5 per cento. La riduzione degli introiti fiscali che ne risulterebbe, pari a 260 milioni di franchi all’anno, rientrerebbe nel margine di fluttuazione ordinario dell’imposta sul valore aggiunto e sarebbe quindi sostenibile.
Questa aliquota speciale permetterebbe di attenuare le discriminazioni esistenti nonché di sgravare il settore, aspetto quest’ultimo benvisto in considerazione delle intense dinamiche lavorative cui è sottoposto. Poiché offre anche prestazioni di ristorazione, la maggioranza degli alberghi non sarebbe svantaggiata dall’aumento dell’aliquota speciale per il settore alberghiero. Nel suo parere, Hotelleriesuisse non ha espresso alcun giudizio al riguardo.
Dato che per questa proposta è necessaria una modifica costituzionale, si tratterebbe di un controprogetto diretto all’iniziativa popolare.
4.3.2 Distinzione caldo/freddo anche per la ristorazione
Il gruppo Fenaco propone di assoggettare, anche nel settore della ristorazione, gli alimenti freddi all’aliquota ridotta e quelli caldi all’aliquota normale. Ciò viene motivato con il fatto che, in tal modo, le imprese della ristorazione fruirebbero di una certa riduzione fiscale e pertanto di maggior competitività, mentre la situazione degli esercizi take-away rimarrebbe invariata. Se l’aliquota ridotta venisse applicata soltanto ai cibi freddi, la riduzione delle entrate fiscali provenienti dalle imprese della ristorazione dovrebbe collocarsi in un rapporto sostenibile rispetto alla soluzione raggiunta. Come emerge dal suo parere, il gruppo Fenaco non è al corrente del fatto che, secondo il diritto vigente, ai piatti da asporto caldi e a quelli freddi è applicata la stessa aliquota IVA.
Questa proposta è tuttavia interessante perché la soluzione avanzata consente di rinunciare a una diversa tassazione tra alimenti consumati sul posto e alimenti da asporto e, nel con-