Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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tutto, occorre una necessità generale d’intervento, che comprende esternalità negative, costi elevati per le informazioni o mancanza di informazioni nonché esternalità positive. In secondo luogo, lo strumento scelto deve essere efficace, ovvero il suo impiego deve permettere di risolvere almeno in parte il problema. In terzo luogo, lo strumento scelto deve essere efficiente, nel senso che in relazione ai costi da sostenere per il raggiungimento degli obiettivi, il suo impiego dovrebbe presentare un grado di efficacia maggiore rispetto ad altre misure (nel caso specifico si intende in particolare la tassa sull’energia).
Per quanto concerne l’internalizzazione delle esternalità negative, le tasse sull’energia sono in linea di principio più efficaci rispetto ad altre misure (vedi n. 3.3). Le prescrizioni, gli strumenti di informazione e la promozione devono essere eventualmente presi in considerazione quando sussiste una necessità d’intervento di altro genere. Occorre partire dal presupposto che con una tassa crescente sull’energia, le esternalità negative e le imperfezioni
dell’informazione si riducono. È pertanto necessario esaminare a intervalli regolari se le imperfezioni esistenti del mercato giustificano ancora l’impiego di questi strumenti.
8.5 Panoramica
Il seguente grafico illustra l’aumento della tassa sull’energia e la diminuzione degli strumenti di promozione nelle due varianti transitorie. In base ai calcoli relativi alle ripercussioni economiche della Strategia energetica 2050 può essere tracciata l’evoluzione prevista che ipoteticamente garantisce il conseguimento degli obiettivi solo con la tassa sull’energia.
L’impostazione della fase transitoria deve quindi orientarsi a questa evoluzione prevista.
Questo caso riguarda la variante 2 del capitolo 7. Per la variante 1 la transizione sarebbe più lenta e solo parziale.
Il grafico integra i sussidi che hanno lo stesso scopo della tassa sull’energia. Se è uniforme, la tassa sull’elettricità non può contribuire a promuovere le energie rinnovabili, ma incide soltanto sul consumo e mira alla riduzione delle emissioni di CO2 o del consumo di energia. In tal caso solo i sussidi che mirano a ridurre le emissioni di CO2 e il consumo di energia sono integrati nel seguente grafico e non la promozione delle energie rinnovabili. I sussidi per la promozione delle energie rinnovabili potrebbero durare più a lungo, da un lato, a causa degli impegni assunti in passato per la durata di vita di impianti sovvenzionati e, dall’altro, poiché in assenza di una tassazione differenziata, alcune forme di produzione di elettricità da energie rinnovabili potrebbero richiedere un sussidio per compensare il loro svantaggio rispetto ad altre fonti energetiche (in particolare quelle importate) che generano costi ambientali maggiori senza che questi siano sostenuti dai consumatori.
Mentre nella variante transitoria A gli strumenti di promozione vengono interamente ridotti solo a lungo termine entro il 2035 circa, nella variante transitoria B la promozione diminuisce entro pochi anni a partire dal 2021. Poiché nella variante transitoria B il contributo della promozione viene a mancare prima, in questa variante la tassa sull’energia deve essere introdotta a un livello superiore nel 2021.
In entrambe le varianti transitorie deve essere costantemente analizzata l’evoluzione delle condizioni quadro della politica energetica e l’evoluzione prevista deve essere adeguata di conseguenza.