Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/12: Rapporto sull'efficacia 2012-2015 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 273 pagine

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Rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni

A titolo di esempio si possono citare al riguardo le entrate provenienti dai canoni per i diritti d’acqua. Secondo lo studio BAKBASEL (2010) la loro inclusione non modificherebbe affatto gli importi complessivi dei contributi e dei versamenti a seguito della ridotta massa. Nei Can- toni finanziariamente deboli il potenziale di risorse dei Cantoni finanziariamente più deboli tenderebbe tuttavia ad aumentare, per cui si ridurrebbero i versamenti di compensazione a favore di questi ultimi.

In questo contesto va inoltre osservato che la perequazione delle risorse è esclusivamente de- terminata da valori di calcolo fiscalmente rilevanti, dato che si fondano sull’imposizione della creazione di valore senza una controprestazione diretta da parte dello Stato. L’inclusione nel potenziale di risorse dell’utilizzazione di diritti di monopolio statale, legati a compiti specifici, sarebbe quindi estranea al sistema e costituirebbe un precedente. Sarebbe infine estrema- mente difficile stabilire un valore potenziale adeguato e significativo delle entrate provenienti dai canoni per i diritti d’acqua che possa essere aggiunto agli altri elementi del potenziale di risorse.

Dato che il potenziale di risorse poggia sul principio della nazionalità (i pendolari pagano le imposte nel Cantone di domicilio) e il PIL sul principio della territorialità, le differenze tra la capacità economica dei Cantoni (commisurata al PIL cantonale) e il potenziale di risorse sono imprescindibili. Dallo studio BAKBASEL (2009) emerge che i Cantoni con una forte eccedenza di afflusso di pendolari presentano un indice delle risorse basso rispetto al PIL e che i Cantoni con imposte basse e una quota corrispondentemente elevata di persone ad alto reddito pre- sentano un indice delle risorse relativamente elevato rispetto al PIL.

A titolo di conclusione va detto che le differenze tra la capacità economica commisurata al PIL e il potenziale di risorse sono principalmente riconducibili ai diversi concetti (principio della nazionalità versus principio della territorialità). Per il Cantone infatti non è rilevante la correla- zione tra potenziale di risorse e PIL, bensì la correlazione tra potenziale di risorse e base fiscale e quindi la questione se i Cantoni tassino effettivamente ciò che è rispecchiato nel potenziale di risorse. Le componenti supplementari presentano sovente un problema di misurabilità e di disponibilità di dati paragonabili oppure sono in contraddizione con il concetto fiscalmente orientato del potenziale di risorse. Per questo motivo è opportuno limitarsi anche in futuro alle attuali cinque componenti per calcolare il potenziale di risorse. Il Consiglio federale si è espresso in questo senso nel suo parere sul postulato Fetz (12.3162) «Per un’equa NPC.

Simulare l’inclusione di risorse ed entrate di natura non fiscale», respinto dal Consiglio degli Stati il 7 giugno 2012.

7.1.2 Frontalieri

Nel potenziale di risorse confluisce soltanto la parte di reddito lordo tassato alla fonte dei frontalieri dei Paesi limitrofi che spetta ai Cantoni in conformità delle convenzioni per evitare la doppia imposizione. Per il secondo quadriennio è stato introdotto il fattore delta, mediante il quale il reddito determinante tassato alla fonte è ridotto di un ulteriore 25 per cento. In tal modo si tiene conto dei costi non indennizzati causati dai frontalieri. La motivazione che ne dava il primo rapporto sull’efficacia era la seguente:

«Nell’ottica globale della nuova perequazione finanziaria si deve nondimeno riconoscere che la posizione di confine dei Cantoni interessati rappresenta una situazione speciale, poiché gli spillover transfrontalieri non possono essere «interiorizzati» nell’ambito delle nuove norme