Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/34: Modifica dell'ordinanza concernente la legge sul credito al consumo (adeguamento del tasso d'interesse massimo) · 8 pagine

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dell’articolo 14 LCC. Il 28 marzo 2013 la Banca nazionale ha stilato un rapporto alla sua attenzione in cui propone di calcolare il tasso d’interesse massimo fondandosi sul suo tasso di riferimento variabile, ossia il Libor a tre mesi, motivando la sua proposta come segue:

«La BNS attua la propria politica monetaria orientando il livello dei tassi d’interesse sul mercato del franco svizzero. A tal fine si avvale di un tasso di riferimento, il Libor per investimenti a tre mesi in franchi svizzeri. Modificando il tasso d’interesse di

riferimento, la BNS reagisce a pericoli per la stabilità dei prezzi conformemente al suo mandato legale, tenendo conto dell’andamento economico in Svizzera. Le variazioni dell’inflazione e l’andamento congiunturale si riflettono pertanto tempestivamente su questo tasso di riferimento.

Il Libor a tre mesi è il tasso d’interesse medio a cui le banche si concedono

reciprocamente crediti non assicurati in franchi svizzeri con una scadenza di tre mesi. Nel contempo, il Libor serve alle banche anche come tasso di base per vari altri

prodotti quali conti di risparmio, ipoteche e crediti. Un recente sondaggio della BNS conferma che per le banche il Libor continua a essere di gran lunga il tasso di

riferimento più importante per fissare i tassi di credito. Le variazioni del Libor si

ripercuotono su tutti gli altri tassi di riferimento dei mercati del credito in Svizzera»

(traduzione).

Queste considerazioni sono chiare e convincenti. Evidenziano che in ultima analisi il

finanziamento dei crediti è sempre più o meno direttamente legato al Libor. Anche il tasso d’interesse per depositi a risparmio, che nei dibattiti parlamentari è stato a lungo ritenuto determinante per la fissazione del tasso d’interesse massimo, dipende dal Libor e può dunque essere preso in considerazione indirettamente.

3.3. Fissazione del tasso d’interesse massimo sulla base di un tasso di riferimento variabile più un margine obiettivo o minimo fisso

In una perizia stilata dal professor Henner Schierenbeck sul tema della protezione dei consumatori e sul limite legale dei tassi d’interesse per crediti al consumo

(«Konsumentenschutz und gesetzliche Zinshöchstgrenzen für Konsumentenkredite»),

commissionata nel 2001 dall’Associazione dei banchieri svizzeri, si indica che al tasso di riferimento variabile va aggiunto un margine minimo fisso, che tenga conto del tasso medio di rischio (0,5 %–1,5 %), dei costi di trattamento ed esecuzione (3,5 %– 5,5 %), dei costi di acquisizione e marketing (1 %-1,5 %) e dei costi del capitale proprio (0,6–1,2 %). Secondo la perizia, un margine minimo che permetta di coprire interamente i costi richiede un tasso d’interesse compreso tra il 5,6 e il 9,7 per cento, ossia in media compreso tra il 7,6 e il 7,7 per cento. Il fatto che vari istituti di crediti accordino prestiti a tassi inferiori mostra che le cifre indicate dal professor Schierenbeck sono elevate rispetto alla situazione che prevale attualmente. Al momento i tassi d’interesse si situano piuttosto nella parte bassa della forbice definita dall’autore della perizia (tra il 5,6 e il 9,7 %). Tenendo conto dei costi effettivi di rifinanziamento, che di norma sono più elevati del Libor a tre mesi, appare pertanto adeguato un margine forfettario del 10 per cento sul Libor a tre mesi.

In sintesi, in futuro sarebbe opportuno fissare il tasso d’interesse massimo aggiungendo un margine del 10 per cento al Libor a tre mesi. Il tasso ottenuto andrà arrotondato verso l’alto o verso il basso.