Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/37: Revisione parziale dell'ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) · 8 pagine

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Obbligo di notificare le partecipazioni rilevanti detenute dall'emittente in altre aziende (art. 25 cpv. 4)

Il progetto prevede che l'importo minimo per l'obbligo di notificazione aumenti da 200 000 franchi a 1 millione di franchi, adeguandolo così alla soglia fissata per l'obbligo di presentare la relazione annuale disciplinato all'articolo 27 ORTV.

Le agevolazioni per le emittenti minori sono accolte con favore dalla maggioranza (BL, BS, FR, GE, NW, TI, UR, VD; UDC; economiesuisse, FER). SSCM invece è per il mantenimento dell'importo minimo in quanto l'obbligo di notificazione rappresenta una condizione necessaria per l'analisi approfondita dei rapporti di proprietà e della concentrazione della proprietà nel settore dei media.

Relazione annuale e conto annuale delle emittenti (art. 27 cpv. 1 e 2 lett. h, j e k cpv. 3 lett. a ed e)

Il progetto prevede di semplificare le pratiche amministrative per emittenti minori: un'emittente senza concessione dovrà presentare un rapporto annuale soltanto se le sue spese d'esercizio annue superano 1 milione di franchi (cpv. 1). A oggi questa soglia è fissata a 200 000 franchi. Inoltre una piccola modifica interessa le indicazioni che le emittenti concessionarie sono tenute a fornire nella relazione annuale (cpv. 2) e si semplifica l'obbligo riguardante la relazione annuale per le emittenti senza concessione (cpv. 3).

Le agevolazioni per le piccole emittenti sono accolte con favore dalla maggioranza (BL, BS, FR, GE, NW, TI, UR, VD; UDC; economiesuisse, FER, SSM). Inoltre SSM propone che siano richieste anche indicazioni sulle condizioni di lavoro e le modalità di assunzione, mentre i Cantoni BL e BS desiderano una definizione più ampia del concetto di «programmista» e, in certe circostanze, un riconoscimento delle formazioni e dei perfezionamenti svolti internamente all'azienda.

SCCM respinge la modifica in quanto ritiene che in vista di una futura analisi del paesaggio mediatico privato, sia assolutamente necessario disporre anche della documentazione di emittenti minori.

Obbligo di diffusione per i servizi abbinati (art. 46)

Il capoverso 1 disciplina l'obbligo di diffusione dei servizi abbinati al programma e destinati alle persone affette da deficienze sensorie ai sensi dell'articolo 7 capoverso 3 e dell'articolo 24 capoverso 3 LRTV. Il capoverso 2 riassume i servizi abbinati restanti, che allo stesso tempo si aprono allo sviluppo tecnologico e al cambiamento nelle abitudini di fruizione del pubblico. Tra i servizi che rientreranno in questa categoria si ricordano segnatamente la HbbTV (Hybrid broadcast broadband TV). Infine dovrà essere conferita al Dipartimento la facoltà di prevedere eccezioni all'obbligo di diffusione non soltanto per certe tecnologie, ma d'ora in poi anche per determinate modalità di diffusione e applicazioni per poter far fronte in modo flessibile allo sviluppo tecnologico (cpv. 3).

La modifica è accolta con favore dai Cantoni AR, BL, SG, SZ, TI, VD nonché da Centre Patronal, publisuisse, dalla SSR e UNIKOM.

Asut, Quickline, SIL, Sunrise, Swisscable, Swisscom, Swissstream e upc respingono decisamente il progetto di revisione per quanto concerne i servizi di televisione ibrida nel loro complesso. Nella loro argomentazione ritengono che la HbbTV non sia un servizio abbinato ai sensi dell'articolo 2 capoverso i della LRTV. L'attuazione è considerata onerosa sia a livello di tempo che di costi. Chi trasmette il segnale sarebbe costretto a sostenere un enorme onere finanziario per offrire alla SSR un'ulteriore piattaforma per poter commercializzare i propri contenuti on-line e ciò non è nell'interesse della clientela.

Molteplici emittenti sottoposte all'obbligo di notificazione (3+, 4+, 5+, Joiz, S1, Star TV, TeleZüri,

TV24) e l'Aktion Medienfreiheit criticano che l'obbligo di diffusione riguardante le offerte HbbTV sia limitato a programmi concessionari. Temono che senza l'obbligo di diffusione (must carry) le opportunità della televisione ibrida resterebbero precluse ai privati. Telesuisse si augura un ampliamento