Rapporto esplicativo
Consultazione 2014/56: Riforma parziale della legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (riforma delle PC) · 86 pagine
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1984 sulla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità [OPP 2]45).
Variante 2: liquidazione in capitale limitata al 50 per cento dell'avere di vecchiaia della previdenza professionale obbligatoria
La seconda variante propone di escludere la liquidazione in capitale soltanto per il 50 per cento dell'avere di vecchiaia obbligatorio di cui all'articolo 15 capoverso 1 LPP. In tal caso, i prelievi in capitale continuerebbero dunque a essere autorizzati per la parte dell'avere di previdenza eccedente questa percentuale. Pur essendo meno restrittiva rispetto alla prima, anche questa variante contribuisce ad aumentare il capitale disponibile per finanziare la futura rendita di vecchiaia LPP e a ridurre i rischi per le PC.
In entrambe le varianti proposte, gli istituti di previdenza sarebbero tenuti a versare una rendita, rispettivamente, per la totalità (variante 1) o per la metà dell'avere di vecchiaia LPP (variante 2). A contrario, potrebbero accordare ai loro assicurati una liquidazione in capitale per la parte rimanente del loro avere di previdenza. La nuova regolamentazione renderebbe dunque superflua l'attuale disposizione dell'articolo 37 capoverso 2 LPP, secondo la quale gli istituti di previdenza devono concedere una liquidazione in capitale pari a un quarto dell'avere di vecchiaia LPP agli assicurati che ne fanno richiesta.
2.1.1.3 Pagamento in contanti della prestazione d'uscita per l'avvio di un'attività lucrativa indipendente
Un assicurato può esigere il pagamento in contanti della prestazione d'uscita se comincia un'attività lucrativa indipendente e non è più soggetto alla previdenza professionale obbligatoria (art. 5 cpv. 1 lett. b LFLP). L'importo così investito costituisce un capitale di rischio, dato che, qualora l'impresa non renda come previsto e debba dichiarare fallimento, vi è una forte probabilità che l'assicurato perda la totalità o una parte del suo 2° pilastro. E il rischio di fallimento è considerevole. Secondo uno studio46, infatti, il 20 per cento degli indipendenti che ha ottenuto il pagamento del capitale del 2° pilastro per mettersi in proprio ha dovuto cessare l'attività per ragioni economiche, il che ha comportato una perdita totale o parziale dell'avere di previdenza in poco più della metà dei casi. Inoltre, secondo la statistica demografica delle imprese, un terzo delle società individuali e delle società di persone scompare nei primi tre anni d'attività e la metà nei primi cinque anni47,48.
45 RS 831.441.1
46 Hornung Daniel e Röthlisberger Thomas, Utilisation du capital de prévoyance du 2e pilier lors du passage à une activité indépendante, rapporto di ricerca n. 8/2005 (disponibile in francese e tedesco con riassunto in italiano), Berna 2005, pagg. 61–70.
47 È possibile che una parte di queste imprese esista ancora, ma abbia adottato una nuova forma giuridica.
48 Cfr. dati dell'UST sul tasso di sopravvivenza delle nuove imprese: http://www.bfs.admin.ch/bfs/portal/it/index/themen/06/02/blank/key/02/ueberlebensraten. html.