Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/56: Riforma parziale della legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI (riforma delle PC) · 86 pagine

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2.1.1.4 Ripercussioni finanziarie

Grazie alla rendita AVS e al versamento dell'avere obbligatorio del 2° pilastro sotto forma di rendita, una persona che vive a casa dovrebbe disporre di risorse sufficienti per non dover fare ricorso alle PC. Attualmente la soglia per la concessione delle PC ammonta mediamente a circa 2895 franchi al mese. Per principio, più la copertura previdenziale è elevata, meno vi è il rischio di dover ricorrere alle PC. Le misure volte a preservare l'avere di previdenza del 2° pilastro e, di conseguenza, ad aumentare l'importo della rendita LPP avranno dunque un effetto positivo sulle finanze delle PC.

Sopprimendo la liquidazione in capitale dell'avere di vecchiaia LPP si potrebbero ridurre le uscite delle PC di circa 38 milioni di franchi nel 2022 (Confederazione: 11 mio.; Cantoni: 27 mio.). Una limitazione del prelievo alla metà dell'avere di vecchiaia permetterebbe invece una riduzione delle medesime uscite per 19 milioni di franchi (Confederazione: 5 mio.; Cantoni: 14 mio.). Quanto alla misura concernente i lavoratori indipendenti, essa consentirebbe di risparmiare sulle uscite delle PC complessivamente 8 milioni di franchi nel 2022 (Confederazione: 2,5 mio.; Cantoni: 5,5 mio. ca.).

Col tempo i prelievi di capitale graveranno in misura sempre maggiore sul sistema delle PC, poiché il loro volume è in crescita già da qualche anno. Inoltre, le persone che avranno effettuato un tale prelievo e beneficeranno di PC rimarranno più a lungo nel sistema delle PC, in considerazione dell'aumento della speranza di vita. Va poi rilevato che, in caso di ricovero in un istituto, il ricorso alle PC è spesso inevitabile anche per molte altre persone. I prelievi di capitale che portano alla perdita o alla riduzione della rendita del 2° pilastro causano pertanto automaticamente maggiori spese alle PC.

2.1.1.5 Misure esaminate ma scartate: protezione degli averi depositati presso gli istituti di libero passaggio

Se una persona lascia o perde il suo lavoro senza trovarne un altro e senza mantenere la previdenza professionale a titolo facoltativo, la sua prestazione d'uscita viene trasferita a un istituto di libero passaggio. Secondo il vigente articolo 13 capoverso 2 OLP, le prestazioni sono versate conformemente al contratto o al regolamento in forma di rendita o di liquidazione in capitale. Nella pratica, tuttavia, è molto raro che gli averi depositati presso gli istituti di libero passaggio possano essere riscossi sotto forma di rendita. Nella maggior parte dei casi, dunque, chi perde il lavoro perde simultaneamente anche il diritto di ricevere una rendita vitalizia del 2° pilastro.

Come la liquidazione in capitale dell'avere di vecchiaia o il pagamento in contanti della prestazione d'uscita per cominciare un'attività lucrativa indipendente, anche il versamento in capitale degli averi depositati presso un istituto di libero passaggio comporta un rischio considerevole per le PC. Secondo i dati disponibili, infatti, il 17 per cento dei nuovi beneficiari di PC ha ricevuto in precedenza un versamento di questo tipo.

Ciononostante, il presente progetto di revisione non prevede alcuna misura per modificare le disposizioni relative agli averi depositati presso gli istituti di libero passaggio, dato che la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 ne propone già alcune al riguardo: innanzitutto, le persone licenziate tra il 58° e il 60° anno d'età potranno continuare a versare contributi al 2° pilastro fino all'età minima per la