Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/63: Revisione parziale dell'ordinanza sulle riserve d'importanza internazionale e nazionale d'uccelli acquatici e migratori (ORUAM) · 58 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: N091-1288

L’obiettivo di tale aiuto deve essere di considerare in modo equilibrato sia l’utilizzo che la protezione. Tuttavia, se il danno intollerabile non è dimostrato, l’aiuto all’esecuzione lancerebbe un messaggio sbagliato. La CDPNP chiede che sia presentata una prova scientifica sul fatto che la pesca professionale subisce danni intollerabili da parte di uccelli piscivori. Una volta fornita tale prova, occorrerà elaborare un aiuto all’esecuzione vincolante per tutti i Cantoni. La CDPNP chiede inoltre di poter partecipare all’elaborazione.

Tutte le organizzazioni orientate alla protezione delle risorse naturali chiedono di rinunciare a questo

articolo. La Stazione ornitologica svizzera motiva il suo rifiuto come segue: l’articolo è incomprensibile dal punto di vista tecnico. Le misure preventive destinate a impedire i danni, come il ritiro delle reti prima delle ore di maggiore attività dei cormorani, il ritiro delle nasse a intervalli più brevi e soprattutto uno smaltimento ottimizzato dei rifiuti della pesca, sono ottimi strumenti per contrastare ogni tipo di danno. Una regolazione delle colonie di cormorani nelle riserve d’uccelli acquatici e migratori è invece un provvedimento che deve essere contemplato solo se è dimostrata la presenza di danni intollerabili. È sì provato che i cormorani possono causare danni agli attrezzi da pesca di pescatori professionisti, ma tutte le indagini condotte finora mostrano che questi danni non sono da considerarsi intollerabili. Inoltre non è accertato che questi danni possano essere ridotti attraverso una regolazione delle colonie. Secondo la Stazione ornitologica svizzera sarebbe invece ipotizzabile che, a seguito di abbattimenti massicci, vengano distrutte intere colonie sull’arco di molti anni, un’eventualità chiaramente contraria agli obiettivi di protezione dell’ORUAM.

Le altre organizzazioni orientate alla protezione delle risorse naturali aggiungono che sia il Tribunale amministrativo federale (sentenza riguardante la colonia di cormorani a Fanel sul lago di Neuchâtel) sia alcuni studi scientifici condotti su incarico dell’UFAM giungono alla conclusione che i cormorani non causano danni intollerabili alla pesca professionale. La mozione 09.3723 CAPTE-N può essere quindi considerata già oggi realizzata. Secondo le organizzazioni orientate alla protezione delle risorse naturali, il «piano cormorani» convenuto nel 2005 dalla Confederazione, dai Cantoni e dalle organizzazioni interessate e valido in tutta la Svizzera, ha dato fondamentalmente buoni risultati. Su questa base vengono abbattuti già numerosi cormorani all’anno (circa 1500 individui, nel 2012 addirittura 1805). Un aiuto all’esecuzione valido solo per le riserve d’uccelli acquatici e migratori non è opportuno né utile. La regolazione legale dei cormorani nelle riserve d’uccelli acquatici e migratori, come prevista nel testo proposto, provocherebbe in Svizzera una situazione paradossale e intollerabile: nelle riserve d’importanza internazionale e nazionale d’uccelli acquatici sarebbero ammessi interventi coordinati e rafforzati contro i cormorani, mentre al di fuori delle zone protette tali interventi sulle colonie nidificanti non sarebbero permessi. Il motivo è che la Confederazione è autorizzata a emanare un aiuto all’esecuzione per le zone protette a livello federale, mentre altrimenti per le specie cacciabili come il cormorano sono responsabili solo i Cantoni. I cormorani non si fermano di fronte ai confini delle zone protette e già oggi, al di fuori delle riserve, possono essere abbattuti in caso di danni intollerabili (che finora, ad eccezione di alcuni tratti fluviali, non devono essere dimostrati). Una regolamentazione più severa non è quindi necessaria. Si ricorda inoltre che il coordinamento intercantonale di eventuali interventi contro le colonie di cormorani in caso di danni intollerabili dimostrati non ha il compito di «pianificazione della caccia», come è indicato erroneamente nel rapporto esplicativo, addirittura prima delle misure preventive e del monitoraggio dei danni. Anche gli abbattimenti dissuasivi sono esclusi. È sbagliata anche l’affermazione secondo la quale «si può cercare di influenzare la popolazione nidificante in Svizzera, che attualmente conta circa 1000 coppie, con interventi regolativi nelle colonie nidificanti». Le colonie nidificanti svizzere fanno parte degli effettivi centroeuropei, che non si fermano davanti ai confini nazionali. È opportuno effettuare una stima attraverso le popolazioni ittiche, i fattori d’influenza, le loro oscillazioni ed eventuali danni agli attrezzi da pesca dei pescatori professionisti. La stima deve essere svolta correttamente, da un organismo centrale e secondo criteri scientifici, dopo che il Tribunale amministrativo federale ha respinto i rapporti elaborati da uffici della pesca e amministrazioni cantonali della pesca qualificandoli come rapporti di parte.

21/58 18.81/2002-02774/31/03/13/N091-1288