Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/99: Decreto federale sulla seconda tappa d'apertura del mercato dell'energia elettrica · 23 pagine
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3. Risultati della consultazione in base ai gruppi di partecipanti
3.1 Cantoni
I Cantoni AG, AR, AI, SG, SO, SZ, OW, SH, TG, TI, ZG, ZH sono a favore del progetto di apertura totale del mercato nelle sue linee essenziali; tuttavia, molti di essi chiedono che i principi di metodo per la definizione del prezzo di riferimento per le tariffe nel modello opzionale vengano stabiliti a livello di legge e illustrati nel messaggio del Consiglio federale sulla base di un esempio concreto. I Cantoni ritengono anche che con la liberalizzazione del mercato sia necessario attuare il passaggio da un sistema di promozione a un sistema d’incentivazione. Nello spirito di una politica credibile in materia di energia e clima, il Cantone SG avverte la necessità di adottare misure che impediscano, o
quantomeno rendano più difficoltosa, l’importazione in Svizzera di energia elettrica prodotta ad alta intensità di CO2 e di quella proveniente da centrali nucleari. Secondo il Cantone SH, occorre verificare in modo approfondito quali costi dei fornitori di energia necessari all’apertura totale del mercato
devono essere computabili.
I Cantoni BE, BL, BS, FR, GL, GR, LU, NE, UR, VS sono a favore dell’apertura totale del mercato solo a determinate condizioni. Alla luce del fatto che la conclusione di un accordo sull’energia elettrica con l’UE non è al momento prevedibile, il Cantone BE ritiene che ci sia ancora abbastanza tempo per poter strutturare l’apertura totale del mercato dell’energia elettrica in modo tale da non compromettere il conseguimento degli obiettivi della svolta energetica e della protezione climatica. Quale misura a sostegno della svolta energetica, il Cantone BE chiede che l’energia elettrica nel regime del servizio universale assicurato provenga esclusivamente da produzione ecologica. I Cantoni BE e LU sono contrari all’esclusione delle aziende con un consumo superiore a 100 MWh dal servizio universale asscurato e chiedono la sottoscrizione di un contratto collettivo di lavoro (CCL) nel settore
dell’elettricità al fine di evitare tagli del personale e un deterioramento delle condizioni di lavoro. Il Cantone BL ritiene che il limite di 100 MWh fissato nel modello opzionale sia inadeguato e chiede che venga fatta una distinzione fra utenza privata e imprese. Propone inoltre che i costi per i gestori delle reti derivanti dall’apertura totale del mercato vengano computati come costi di rete. Il Cantone BS si dice favorevole a una sorveglianza più semplice sulle tariffe nel modello opzionale e orientata a contrastare gli abusi; la valutazione dell’adeguatezza prevista da parte della ElCom non convince. Il Cantone GL ricorda che l’apertura totale del mercato non è compatibile con l’obbligo di ritiro
dell’elettricità e di rimunerazione ai sensi all’articolo 17 LEne. Oltre a questo, è necessario attuare il passaggio dal sistema di promozione attualmente in uso a un sistema d’incentivazione.
I Cantoni BS, FR e GR sono dell’opinione che l’apertura totale del mercato e la Strategia energetica 2050 non possano essere considerate separatamente l’una dall’altra, ma che vadano concepite in modo tale da essere complementari. Il Cantone BS ritiene anche necessario un coordinamento con la revisione della LAEl (comprese le questioni di metrologia e di computabilità dei costi). Dal suo canto, il Cantone FR richiama l’attenzione sui prezzi, attualmente bassi, per i certificati di emissione di CO2 e per il carbone, e fa anche notare come i prezzi dell’energia non corrispondano alla verità dei costi. Il Cantone GR chiede che i costi per la produzione in proprio di energia o per i diritti d’opzione a lungo termine ricadano, come avviene oggi, esclusivamente sui clienti del servizio universale e non, come prevede il progetto, anche sui clienti nel mercato libero. Inoltre, anche i piccoli clienti che sono passati al mercato libero non potranno più tornare al servizio universale assicurato, secondo il principio «una volta vale per tutte». Il Cantone NE vuole prendere ulteriori provvedimenti, come la riscossione di una tassa sul CO2 per l’energia elettrica d’importazione. I Cantoni GR, VS e UR sostengono il parere della Conferenza dei governi dei Cantoni alpini (CGCA, cfr. n. 3.2).