Rapporto sui risultati

Consultazione 2014/99: Decreto federale sulla seconda tappa d'apertura del mercato dell'energia elettrica · 23 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 14Fedlex · Rapporto sui risultati

3.6 Industria elettrica

L’industria elettrica (AEW, Axpo, BKW, EBL, EBM, EKZ, Elektra, EWOftringen, EWZ, Groupe E, IB-Murten, IWB, Regio Energie Solothurn, regioGrid, Romande Energie, Swisselectric, Swissgrid,

Swisspower, AES) valuta positivamente l’apertura totale del mercato, ma nutre qualche riserva.

Ritiene anzitutto che sia necessario un coordinamento con la Strategia energetica 2050 e con la revisione della LAEl e chiede, in parte, l’introduzione misure di accompagnamento per l’energia idroelettrica. Vi è inoltre la richiesta di adeguare la LAEl e di rinunciare alla regolazione dei prezzi nel modello opzionale, ritenuta superflua in un mercato completamente libero in cui la concorrenza avrà un margine di manovra sufficiente. Sempre riguardo alla regolazione dei prezzi proposta nel modello opzionale, l’industria elettrica fa notare che in questo modo non sarà più possibile tenere pienamente conto dei costi di produzione, il che rappresenterebbe un rischio per le centrali idroelettriche svizzere in termini di prezzo. Secondo AES e EWZ non è comprensibile perché sia stata scelta una soglia di 100 MWh e sostiene che, in alternativa, nell’ambito della revisione della LAEl si potrebbe fare una distinzione fra utenza privata e imprese. Groupe E propone il divieto di ritorno al modello opzionale per i piccoli consumatori. EKZ chiede che i consumatori finali nel regime di servizio universale

possano passare al mercato libero in ogni momento, previo preavviso di tre mesi. BKW raccomanda invece un termine di disdetta flessibile, così da evitare picchi di cambio di fornitore.

La maggior parte dell’industria elettrica chiede che per l’attuazione tecnica venga concesso un termine di almeno 24 mesi, a partire dal momento in cui l’entrata in vigore del mercato libero è sicura (vale a dire dalla scadenza del termine di referendum o il giorno dell’accettazione in votazione popolare);

chiede inoltre che i costi di attuazione valgano come costi di rete computabili. EKZ chiede, per giunta, che tutti i lavori di rete preparatori volti a realizzare l’apertura totale del mercato siano computati come costi di rete, a prescindere se le disposizioni per l’apertura totale del mercato entrino effettivamente in vigore oppure no. EBM ritiene più opportuno che l’apertura totale avvenga nell’ambito della revisione della LAEl.

AES dice inoltre che, per i clienti senza misurazione del profilo di carico, il settore elettrico elabora una raccomandazione di settore per i cosiddetti «profili di banda» (al posto dei profili di carico standard). SAK condivide il parere di regioGrid e AES, ma ritiene sufficiente un periodo preparatorio da 12 a 24 mesi.

Swissgrid sostiene l’apertura totale del mercato. Dal suo punto di vista, questo progetto dischiude nuove possibilità per la gestione condivisa dei consumatori finali, possibilità che nel contesto di uno Smart Market offriranno prodotti di energia di regolazione anche ai gestori di rete di trasmissione.

Tuttavia occorre creare ancora i presupposti del caso, come l’ottimizzazione dei processi dei dati di base e l’impiego di sistemi di gestione dei dati energetici allo stato dell’arte. Inoltre, in caso di

interruzione del servizio di fornitura occorre introdurre un obbligo di approvvigionamento sotto forma di servizio sostitutivo. A causa dei requisiti dello scorporo, Swissgrid propone che, in una rete di

distribuzione, il ruolo di fornitore del servizio universale sia assegnato di volta in volta al fornitore di energia elettrica che ha registrato la maggiore fornitura ai consumatori finali.

BEV, Energie Seeland AG, ESI, ESR, IBL, Sierre Energie, SiG, VAS, VESE, VKE, SFMCP sono contrari all’apertura totale del mercato, poiché ritengono soprattutto che possa mettere a rischio gli obiettivi della Strategia energetica 2050. Molte di queste aziende elettriche sostengono che, per i clienti finali, gli eventuali risparmi sui prezzi dell’energia elettrica sono esigui in confronto alle spese.