Rapporto sui risultati
Consultazione 2014/99: Decreto federale sulla seconda tappa d'apertura del mercato dell'energia elettrica · 23 pagine
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I Cantoni GE, JU, NW e VD si dicono contrari all’apertura totale del mercato, in quanto la ritengono incompatibile con gli obiettivi della Strategia energetica 2050 e, soprattutto, una minaccia per la competitività dell’energia idroelettrica. Fintanto che i prezzi per i certificati di emissione di CO2 e per il carbone restano bassi e i prezzi dell’energia non rispecchiano la verità dei costi, un calo dei prezzi dell’energia elettrica non inciterebbe a investire nell’efficienza energetica e a ridurre i consumi di energia. Il Cantone NW sostiene che l’apertura totale del mercato avrà ripercussioni finanziarie negative sulle centrali elettriche sul proprio territorio e che, in conseguenza di ciò, verranno ridotti gli oneri che gravano sul Cantone. Fa inoltre notare che per l’attuazione tecnica di un’integrazione in sistemi di computo in uso e dello sviluppo di processi di passaggio basati su software servirebbero almeno due anni. Secondo il Cantone VD è prematuro aprire integralmente il mercato alle condizioni attuali. Sostiene, per giunta, che la valutazione dell’adeguatezza svolta dalla ElCom conferisce a quest’ultima un eccessivo margine di discrezionalità. I principi di metodo per la definizione del prezzo di riferimento per le tariffe nel modello opzionale devono essere stabiliti con maggiore esattezza, sulla base di almeno un esempio.
3.2 Comuni, città, associazioni mantello delle città e delle regioni di montagna
Il GPMVR accoglie con favore l’apertura totale del mercato. Anche la CGCA apprezza il progetto di liberalizzazione completa del mercato svizzero dell’energia elettrica, ma a condizione che sia
verificata la compatibilità del modello opzionale con il diritto europeo, al più tardi prima che la
Commissione d’esame preliminare della Camera prioritaria inizi a occuparsi del progetto; l’altra condizione è che la procedura di verifica dell’adeguatezza delle tariffe nel modello opzionale venga stabilita a livello di legge e illustrata nel messaggio del Consiglio federale.
SAB e ACS approvano l’apertura totale del mercato, ma con alcune riserve. Entrambi chiedono un’ulteriore garanzia del servizio universale tramite una disposizione complementare sul servizio sostitutivo. SAB si dice disposto ad approvare il progetto soltanto se si creano le condizioni che assicurino la massima trasparenza di mercato per i clienti finali e se si identificano le ripercussioni sulle aziende elettriche, nonché misure di accompagnamento di natura economica. Per poter dare un giudizio definitivo, ACS chiede che vengano fornite informazioni esaustive sugli effetti dell’apertura totale del mercato sulle aziende elettriche e sugli obiettivi di diffusione delle energie rinnovabili previsti dalla Strategia energetica 2050.
Per gli stessi motivi indicati dai Cantoni GE, JU, NW e VD, le città di Berna, Bienne, Losanna e Lugano, l’Unione delle città svizzere e i Comuni di Brienz, Bussigny e Villigen sono contrari
all’apertura totale del mercato. Nella fattispecie, le loro richieste prioritarie sono il coordinamento del progetto con la Strategia energetica 2050 e l’entrata in vigore dell’accordo sull’energia elettrica con l’UE. L’Unione delle città svizzere chiede infine che l’apertura totale del mercato venga considerata nell’ambito della ripresa della revisione della LAEl e che venga ripresentata in un secondo momento.
La città di Delémont non è contraria, in linea di principio, all’apertura totale del mercato, ma riconosce gli stessi svantaggi dell’Unione delle città svizzere e propone quindi di aprire il mercato soltanto ai consumatori finali con un consumo annuo pari o superiore a 50 MWh. La proposta del Comune di Bussigny è invece di aumentare il limite di consumo annuo a 60 MWh.