Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/23: Messaggio concernente il finanziamento dell'esercizio e del mantenimento della qualità dell'infrastruttura delle ferrovie negli anni 2017−2020 · 106 pagine

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L’ampliamento è costituito essenzialmente da miglioramenti dell’offerta quali orari più densi (più treni-chilometri) e tempi di percorrenza più brevi (aumento della velocità e realizzazione di tratte senza curve).

In generale nell’ampliamento rientrano anche progetti di modernizzazione delle grandi stazioni nodali (installazioni per il pubblico) per adeguarle alle esigenze del traffico viaggiatori, anche senza contemporaneo aumento del numero di treni, ad esempio allargando i sottopassaggi pedonali o ingrandendo le superfici dei marciapiedi. Il presupposto è una dimensione progettuale superiore a 10 milioni di franchi.

Finanziamento esterno di impianti a utilizzazione mista

Con la legislazione FAIF è stato stabilito per la prima volta che il finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria, oltre che tramite i contributi degli utenti (prezzi delle tracce), avviene di principio a cura della Confederazione attingendo al FIF. Anche se la Costituzione lascia aperta la possibilità di prevedere nella legge finanziamenti complementari da parte di terzi, la legge tuttavia, eccetto per le misure alternative o supplementari, non contempla siffatti finanziamenti.

È invece importante stabilire che cosa comprende l’infrastruttura da finanziare tramite il FIF. A questo proposito si può intendere solo l’infrastruttura in senso stretto, vale a dire tutte le costruzioni, tutti gli impianti e tutte le installazioni che devono essere utilizzati in comune nell’ambito dell’accesso alla rete (art. 62 cpv. 1 Lferr), non però quelle parti che possono rientrare in senso lato nell’infrastruttura, ma non sono indispensabili. Tali parti sono per esempio le centrali elettriche delle FFS. Altre imprese ferroviarie non dispongono di centrali elettriche proprie ma si approvvigionano di corrente facendo capo alla rete elettrica generale. Di conseguenza, le FFS finanziano le proprie centrali elettriche con mezzi terzi e imputano all’infrastruttura un corrispondente prezzo dell’energia elettrica a copertura dei costi.

Oltre a ciò, vi sono anche edifici, impianti e veicoli appartenenti in parte all’infrastruttura in senso stretto (come ad es. una sala relè per una cabina di manovra) e in parte a quella non indispensabile (ad es. uno sportello biglietti o un’edicola). Per questi investimenti si procederà in futuro in base al principio di prevalenza. Se prevale l’utilizzazione per l’infrastruttura principale, il finanziamento avviene tramite il FIF e le altre utilizzazioni devono pagare un canone commisurato ai costi. Se invece prevale l’uso di terzi o la parte non indispensabile dell’infrastruttura, l’investimento è finanziato da terzi e l’infrastruttura paga a sua volta per tale parte un canone commisurato ai costi.

Finanziamenti LDis

Un’ulteriore fonte di finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria è costituita dal limite di spesa per misure nei trasporti pubblici a favore delle persone disabili. I contributi derivanti da questo limite di spesa, disponibile fino al 2023, sono tuttavia concessi solo per l’adeguamento anticipato degli impianti alle esigenze dei disabili, ossia per misure nelle stazioni e nelle fermate che non devono già essere rinnovate entro il 2023. Con i contributi concessi per singoli oggetti, ad esempio per l’innalzamento parziale dei marciapiedi, possono essere finanziate le misure che risultano più economiche per soddisfare i requisiti fissati dalla legge federale del 13 dicembre 20023 sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (LDis). Questo finanziamento ai sensi della LDis non avviene tramite il FIF, ma attraverso il

3 RS 151.3