Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 51Fedlex · Rapporto sui risultati
Partiti rappresentati nell’Assemblea federale
Tra i partiti, il PBD, il PPD, il PLR e l’UDC si schierano a favore o abbastanza a favore dell’introduzione di un sistema di rendite lineare. Anche in questo caso, gli interpellati spiegano che la misura elimina incentivi perversi, che deve valere la pena di lavorare e che l’introduzione del nuovo sistema è finanziariamente neutra o permette addirittura di realizzare risparmi.
Il PS è invece contrario all’introduzione del sistema di rendite lineare, anzitutto perché il sistema era già risultato controverso nei dibattiti parlamentari tenutisi nell’ambito della revisione 6b dell’AI e rischia quindi di compromettere anche il successo dell’ulteriore sviluppo dell’AI. Oltretutto nell’ambito dell’AI non sono più necessari ulteriori risparmi. Per di più, il nuovo sistema riguarderebbe sostanzialmente i gradi di invalidità compresi tra il 60 e l’80 per cento, vale a dire le persone più gravemente colpite da limitazioni, mentre dall’altra parte la soglia di entrata non verrebbe abbassata sotto il 40 per cento. Il problema del mancato sfruttamento della capacità lavorativa residua dipende inoltre principalmente dalla carenza di posti di lavoro adeguati. Infine, la misura comporterebbe un aumento dell’onere amministrativo e dei contenziosi.
Associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna
L’ACS e l’UCS si dichiarano entrambe a favore o piuttosto a favore dell’introduzione di un sistema di rendite lineare, poiché esso eliminerebbe effetti soglia indesiderati. L’UCS deplora tuttavia che l’opportunità di eliminare gli effetti soglia non sia stata meglio sfruttata creando un modello davvero lineare come quello previsto per l’assicurazione contro gli infortuni, dove le rendite sono versate già a partire da un grado di invalidità del 10 per cento.
Associazioni mantello dell’economia
USAM, USI e FER sono favorevoli o piuttosto favorevoli all’introduzione di un sistema di rendite lineare. La misura eliminerebbe effetti soglia fastidiosi e rafforzerebbe l’incentivo a sfruttare la capacità lavorativa residua. Secondo la FER, le misure previste in riguardo alle rendite in corso sono importanti per non rischiare un nuovo fallimento. L’USI fa invece notare che secondo le statistiche dell’UST la partecipazione al mercato del lavoro delle persone con handicap, pari al 72 per cento, è elevata, e che il sistema di rendite lineare potrebbe esplicare i suoi effetti soltanto se la soglia fissata per la rinuncia a sfruttare la capacità lavorativa residua fosse sufficientemente elevata.
Travail.Suisse e USS si dichiarano contrarie all’introduzione del sistema di rendite lineare in virtù di preoccupazioni sia politiche sia di contenuto. Il controverso sistema di rendite lineare, ad esempio, potrebbe rallentare se non compromettere l’intero progetto. Inoltre, si rischia di trasformare di nuovo la riforma, altrimenti equilibrata, in un progetto volto al risparmio. Secondo l’USS, nel proposto sistema di rendite lineare prevalgono gli svantaggi, soprattutto perché comporterebbe tagli proprio per le persone gravemente disabili (a partire da un grado di invalidità del 60%) senza prevedere per queste persone una possibilità compensare le perdite di reddito. Per giunta, l’USS teme un notevole onere amministrativo per quanto riguarda le prestazioni di invalidità della previdenza professionale, a causa dei necessari adeguamenti ai regolamenti di previdenza e al calcolo dei premi. Inoltre, sostiene che se proprio bisognasse introdurre un sistema di rendite lineare, allora converrebbe adottare il modello dell’assicurazione contro gli infortuni (con rendite accordate a partire da un grado di invalidità del 10%).
Organi assicurativi
CUAI, ASA, ASIP e CSEP si dichiarano favorevoli all’introduzione di un sistema di rendite lineare, mentre CCCC e ACCP si dicono piuttosto favorevoli. La misura promuove ancor più il