Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 52Fedlex · Rapporto sui risultati
lavoro e favorisce gli sforzi di integrazione. Inoltre, elimina gli effetti soglia e assicura che un minimo aumento del guadagno non sfoci in una diminuzione del reddito complessivo. Secondo ASA e ASIP è giusto che i gradi di invalidità dell’AI e della previdenza professionale vengano uniformati e che vengano fissati soltanto per il regime obbligatorio della LPP. La CUAI sottolinea che l’attuazione comporta per gli organi d’esecuzione determinate sfide, per le quali non sono ancora state sufficientemente considerate le risorse necessarie. CCCC e ACCP sottolineano che nel sistema vi sono ancora alcune soglie e che il sistema dell’assicurazione contro gli infortuni prevede una graduazione lineare dal 10 al 100 per cento.
Organizzazioni di aiuto ai disabili
Tra le organizzazioni di aiuto ai disabili, solo AGILE, Pro Infirmis e Avanti donne si dichiarano favorevoli o piuttosto favorevoli a un sistema di rendite lineare. Queste organizzazioni fanno però notare che il sistema non è davvero lineare come quello dell’assicurazione contro gli infortuni, nel quale vengono versate rendite già a partire da un grado di invalidità del 10 per cento, e che i diritti acquisiti relativi alle rendite in corso rivestono un’importanza cruciale, altrimenti le riduzioni delle rendite toccherebbero proprio gli assicurati più gravemente colpiti. Inoltre, il modello proposto potrebbe essere accettato soltanto se continuasse a essere versata una rendita intera a partire da un grado di invalidità del 70 per cento.
Insieme, Inclusion Handicap, Procap, INSOS, FTIA, Integras, ASP, SM e PMS si dichiarano contrarie o piuttosto contrarie all’introduzione del sistema lineare. Queste organizzazioni sostengono ad esempio che il meccanismo di incentivi in un sistema di rendite lineare è efficace soltanto se la linearità è davvero applicata sistematicamente, come ad esempio nell’assicurazione contro gli infortuni (dove le rendite sono concesse a partire da un grado di invalidità del 10%). Inoltre, data l’attuale situazione finanziaria dell’AI, non è più necessario realizzare risparmi, sicché l’introduzione del sistema di rendite lineare è superflua. Infine, il nuovo sistema avvantaggerebbe le persone con un grado di invalidità compreso tra il 41 e il 49 per cento e tra il 51 e il 59 per cento, mentre le persone più gravemente colpite, con gradi di invalidità superiori al 60 per cento, si vedrebbero confrontate con consistenti riduzioni delle rendite, sebbene proprio queste persone siano impossibilitate a compensare le riduzioni con un aumento del reddito da attività lucrativa.
Altre cerchie interessate e partecipanti
Dalle altre cerchie interessate sono pervenuti 19 pareri favorevoli o piuttosto favorevoli all’introduzione di un sistema di rendite lineare, a fronte di 14 pareri contrari o piuttosto contrari.
I fautori della misura trovano che il sistema attuale sia graduato troppo grossolanamente e fanno presente che il nuovo sistema garantisce che con l’aumento dell’attività lucrativa aumenti sempre anche il reddito complessivo. Questa soluzione promuove la reintegrazione e il versamento di rendite più consone alla realtà sia nell’AI sia nella previdenza professionale.
Gli avversari dell’introduzione di un sistema lineare sostengono invece che sia illusorio credere di poter incoraggiare le persone ad aumentare il tasso di attività soltanto con una misura del genere. A giudizio degli avversari, l’intero sistema è troppo complicato e di conseguenza gli assicurati non saprebbero a che cosa vanno incontro aumentando il proprio tasso di occupazione. Peraltro, i redditi più penalizzati sarebbero proprio quelli degli assicurati più gravemente colpiti. Oltretutto, il sistema di rendite lineare non sarebbe coerente come quello dell’assicurazione contro gli infortuni, che prevede il versamento di una rendita già a partire da un grado di invalidità del 10 per cento. Per giunta, le persone con un grado di invalidità superiore al 60 per cento non trovano più un impiego nelle attuali condizioni del mercato del lavoro. Infine, occorre anche considerare che la graduazione percentuale causerà innumerevoli contenziosi e creerà quindi incertezza giuridica. Secondo CAP Contact, occorrerebbe