Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 54Fedlex · Rapporto sui risultati
Partiti rappresentati nell’Assemblea federale
Tra i partiti, solo il PS è piuttosto favorevole alla variante della rendita intera a partire da un grado di invalidità del 70 per cento, soprattutto perché per le persone gravemente colpite le opportunità di integrazione nel mercato del lavoro non migliorano e sarebbero proprio queste persone a dover pagare lo scotto dell’introduzione di un sistema di rendite lineare. La variante che prevede una rendita intera a partire da un grado di invalidità dell’80 per cento provocherebbe inoltre un importante trasferimento dei costi sulle prestazioni complementari.
PBD, PLR e UDC propendono invece per il modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità dell’80 per cento, poiché da un lato corrisponde al modello già proposto dal Consiglio federale nell’ambito della revisione 6b dell’AI e, dall’altro, è proprio quella che crea i giusti incentivi allo svolgimento di un’attività lucrativa. Questa variante sarebbe inoltre finanziariamente neutra o consentirebbe addirittura di realizzare risparmi.
Associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna
ACS e UCS sono a favore del modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità del 70 per cento, poiché anch’esso motiverebbe gli assicurati a intraprendere un’attività lucrativa e a guadagnare di più, mentre l’altra soluzione comporterebbe un aumento dei costi per le prestazioni complementari e l’aiuto sociale. Per di più, l’idea che le persone con un grado di invalidità così elevato possano sfruttare la loro capacità lavorativa residua sul mercato del lavoro è irrealistica.
Associazioni mantello dell’economia
USS e Travail.Suisse si pronunciano a favore del modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità del 70 per cento. Il modello che prevede invece la rendita intera soltanto a partire da un grado di invalidità dell’80 per cento costringerebbe persone affette da gravi disabilità ad accettare una riduzione della rendita senza la prospettiva di poter svolgere un’attività lucrativa e quindi provocherebbe inevitabilmente un trasferimento di costi sulle prestazioni complementari e sull’aiuto sociale.
USAM, USI e FER si schierano invece a favore del modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità dell’80 per cento, poiché sarebbe l’unica soluzione che consente sufficienti risparmi e sfrutta le potenzialità del sistema. Questo modello sarebbe anche il solo a poter sgravare la previdenza professionale, mentre un sistema che prevede la rendita intera già a partire da un grado di invalidità del 70 per cento causerebbe un aumento dei costi. Altrimenti non avrebbe del resto alcun senso cambiare sistema e si creerebbero nuovi incentivi sbagliati.
Organi assicurativi
CUAI, CCCC, ACCP, ASA, ASIP e CSEP si pronunciano tutte a favore del modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità del 70 per cento. Da un canto, la valorizzazione della capacità lavorativa residua sarebbe difficile già a partire da un grado di invalidità del 70 per cento, e dall’altro le riduzioni delle prestazioni provocherebbero un aumento dei costi per le prestazioni complementari. La Suva si limita a segnalare che il modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità dell’80 per cento causerebbe un aumento delle rendite complementari dell’assicurazione contro gli infortuni.
Organizzazioni di aiuto ai disabili
Le organizzazioni di aiuto ai disabili si dichiarano all’unanimità a favore del modello con rendita intera a partire da un grado di invalidità del 70 per cento. A loro giudizio, questa variante non è solo finanziariamente neutra, ma riduce al minimo le ripercussioni per le persone con