Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/57: Approvazione di un protocollo che modifica l'Accordo sulla fiscalità del risparmio tra la Svizzera e l'UE · 12 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale delle finanze sui risultati della consultazione concernente l’approvazione del Protocollo che modifica l’Accordo sulla fiscalità del risparmio tra la Svizzera e l’UE

che si portino avanti con estrema determinazione i colloqui bilaterali con i singoli Stati membri dell’UE nonché i lavori relativi a un eventuale accordo sui servizi finanziari. Alla luce del fatto che lo scambio automatico di informazioni sarebbe divenuto uno standard a livello

internazionale, economiesuisse ritiene che la possibilità di esercitare pressione con la

richiesta di accesso al mercato (e regolarizzazione del passato) sia ormai relativa.

4.4. Regolarizzazione del passato

L’UDC continua ad essere dell’opinione che lo scambio automatico di informazioni debba essere concluso con altri Paesi unicamente se gli Stati partner offrono adeguate possibilità di regolarizzazione del passato fiscale. L’ASG constata che soltanto una parte degli Stati

membri dell’UE contemplerebbe o sarebbe disposta ad allestire un programma di

regolarizzazione fiscale. Di conseguenza bisognerebbe provvedere affinché il Consiglio federale sia autorizzato a introdurre lo scambio automatico di informazioni soltanto con i Paesi dell’UE che mettono a disposizione un adeguato programma di regolarizzazione.

Secondo l’ASB, è nell’interesse degli Stati partner e della piazza finanziaria che i clienti con patrimoni non conformi sotto il profilo fiscale ottengano una soluzione accettabile per la regolarizzazione del passato. Alliancefinance, il PLR, l’ASB, l’UDC e l’ABPS evidenziano che al momento la Grecia non offrirebbe un’accettabile soluzione di regolarizzazione del passato. Stando a quanto esposto dall’ABPS, anche altri Paesi come il Lussemburgo, l’Estonia e la Croazia non contemplerebbero alcuna possibilità di regolarizzazione. Nel complesso, l’USAM considera insufficienti i risultati ottenuti in materia di regolarizzazione del passato. Il PPD chiede che la questione in analisi venga risolta con tutti i 28 Stati membri dell’UE e non soltanto con i Paesi confinanti della Svizzera.

4.5. Protezione dei dati e principio di specialità

L’UDC riserva alcuni dubbi sulla capacità della Grecia di soddisfare le condizioni giuridiche e politiche relative, in particolare, alla confidenzialità nel quadro dello scambio automatico di informazioni al momento della sua attivazione. Anche l’USAM parte dal presupposto che non tutti gli Stati membri dell’UE soddisfino le esigenze in materia di protezione dei dati e il

rispetto del principio di specialità. L’ASG teme che si verifichino notevoli lacune

nell’esecuzione del diritto in materia di protezione dei dati e chiede di adeguare l’Accordo con l’UE affinché lo scambio automatico di informazioni sia introdotto in modo selettivo solo con gli Stati membri dell’UE che osservano effettivamente il diritto in materia di protezione dei dati dell’UE. Alliancefinance e l’ASB esprimono a loro volta un certo scetticismo del settore

bancario in merito all’attuazione pratica delle norme di protezione dei dati nei singoli Stati membri dell’UE, sebbene, a parere dell’ASB, il quadro normativo in materia di protezione dei dati nell’UE sarebbe sufficiente ai fini dello scambio automatico di informazione. Secondo alliancefinance vi sarebbe il rischio che alcuni funzionari tributari corrotti possano abusare dei dati scambiati in Paesi come l’Italia, la Grecia, la Romania e la Bulgaria.

L’ASB ritiene che in futuro una inosservanza comprovata delle disposizioni in materia di protezione dei dati nell’UE costituirebbe una non conformità significativa dell’Accordo con l’UE e dovrebbe risultare nella sospensione dello scambio di informazioni con l’altro Stato secondo l’articolo 7 dell’Accordo con l’UE. Lo stesso varrebbe per il principio di specialità.

Occorrerebbe fare rigorosamente attenzione al rispetto della protezione dei dati e del principio di specialità nella prassi. In linea di principio condividono questa posizione anche il CP, il PPD, economiesuisse, il PLR e I Verdi. Nel medesimo contesto, numerosi pareri sottolineano l’importanza del rispetto della reciprocità.