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Consultazione 2015/58: Piano strategico Mobility pricing · 65 pagine

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Esternalità: insieme al traffico, negli ultimi anni sono aumentati anche gli effetti esterni. Il mag-

giore consumo di mobilità non viene più accettato a qualsiasi prezzo, ma solo se si può evitare il più possibile l’impatto negativo su popolazione e ambiente (cfr. punto 7.1 Comportamento individuale nella mobilità).

Le sfide sin qui descritte non potranno più essere gestite in modo soddisfacente con gli strumenti e gli approcci attuali (cfr. allegato III), ma con l’evoluzione tecnologica, che apre nuove prospettive.

2. Definizione, obiettivo e benefici indiretti

2.1. Definizione e obiettivo

La relazione di sintesi del 2007 definisce il mobility pricing come:

tassa commisurata all’uso di infrastrutture e servizi nell’ambito del traffico privato e dei tra-

sporti pubblici, allo scopo di influenzare la domanda di mobilità

Il mobility pricing è uno strumento fondato su principi economici finalizzato a una gestione efficiente delle infrastrutture di trasporto, vota a incentivare la tariffazione basata sull’utilizzo secondo la logica del pagamento a consumo. Al punto 1.2 sono descritte le tre problematiche centrali per strada e ferrovia: congestione, costi ed esternalità in aumento. Il mobility pricing si focalizza comunque su un solo obiettivo: ridurre il traffico nelle fasce di massima affluenza, innanzitutto per l’urgente necessità di risolvere i problemi di congestione della rete stradale e ferroviaria. Una pluralità di obiettivi in tema di mobility pricing, invece, produrrebbe incompatibilità tra gli stessi obiettivi, limitando i risultati auspicati, per cui la piena realizzazione di uno escluderebbe quella degli altri. La soluzione consiste nel ridurre gli obiettivi e/o ricorre a compromessi. Per il mobility pricing, questo significa concretamente che le due finalità di massima regolazione e massimo finanziamento dei trasporti non sono proporzionalmente correlabili, per cui si escludono a vicenda a causa della differenza di elasticità tra domanda e offerta. Tuttavia, nonostante la presenza di un unico obiettivo, si auspicano ampi effetti positivi anche per le altre due problematiche descritte.

Sulla base della suddetta definizione, l’obiettivo del mobility pricing previsto dal presente piano è il seguente:

con il mobility pricing si intende snellire il traffico nelle ore di punta a livello intermodale e sfruttare in modo più bilanciato le infrastrutture

La gestione intermodale della mobilità23 comprende un’organizzazione efficiente delle infrastrutture di trasporto. Un sistema tariffario differenziato per zona e orario in base a critieri di qualità dell’offerta24, che riguardi sia la strada sia la ferrovia, consentirà un utilizzo più equilibrato delle infrastrutture, con meno code e meno problemi di gestione dello spazio disponibile. Una maggiore variabilità e differenziazione dei prezzi può incentivare il pagamento in base al consumo effettivo. L’incisività in termini di decongestionamento e utilizzo equamente distribuito delle infrastrutture dipende, in ultima analisi, dall’obiettivo perseguito, cioè dal suo grado di raggiungimento. Per quanto riguarda le tasse nel settore stradale, la Costituzione federale (Cost.) prevede l’esenzione per la rete pubblica (cfr. art. 82 cpv. 3 primo periodo), salvo deroga dell’Assemblea federale (art. 82 cpv. 2 secondo periodo Cost.)25 nel caso di pedaggi infrastrutturali legati a singole opere. Il pedaggio per zona, invece, richiederebbe un adeguamento della Costituzione (vedi punto 9).

23 Modifica della domanda nell’ambito del traffico viaggiatori come reazione alle variazioni subite dai fattori che la influenzano, soprattutto tramite caratteristiche dell’offerta e livello di prezzi e costi.

24 Tempi di percorrenza, offerta di posti.

25 Una tale eccezione riguarda il Gran San Bernardo tra Svizzera e Italia.