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Consultazione 2015/58: Piano strategico Mobility pricing · 65 pagine
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2.2. Benefici indiretti
Il mobility pricing presenta diverse sovrapposizioni con l’attuale sistema di finanziamento della mobilità. L’eventuale passaggio a un modello di finanziamento incentrato sul consumo effettivo significherebbe sostituire le tasse forfettarie con appositi pedaggi a chilometraggio espresso in veicoli-chilometri nel TMP e persone-chilometri nei TP. Inoltre, l’utilizzo più efficiente delle infrastrutture può ridurre la necessità e la spesa per il potenziamento delle reti di trasporto. A parte la sostituzione di determinate tasse, il mobility pricing non comporterà modifiche all’architettura e alla struttura del sistema di finanziamento di strada e ferrovia, né delle finanze federali in generale.
Di solito gli effetti sull’ambiente sono proporzionali a quelli del traffico. A livello locale, infatti, l’impatto può risultare rilevante o piuttosto modesto a seconda di come è impostato il mobility pricing. Anzi, i benefici ambientali possono persino superare quelli trasportistici quando si riesce a fluidificare il traffico, riducendo di conseguenza l’inquinamento dovuto alle code (effetto ottenuto con il sistema di road pricing sperimentato in Svezia, a Londra o a Singapore) o favorendo lo spostamento della domanda verso il mezzo pubblico e il traffico lento. Un altro beneficio ambientale importante prodotto da un utilizzo più efficiente dei trasporti è la minore necessità di potenziare le infrastrutture, riducendo a loro volta gli effetti negativi correlati, in termini di utilizzo del territorio, frammentazione del paesaggio, traffico aggiuntivo e costi). Riepilogando, il mobility pricing, pur contribuendo indirettamente alla tutela dell’ambiente, non costituisce di per sé un vero e proprio strumento finalizzato in tal senso, ma consente di regolare il traffico in modo mirato e quindi di sfruttare meglio lo spazio a disposizione.
3. Principi organizzativi del mobility pricing
Il mobility pricing, proponendo soluzioni per snellire il traffico e utilizzare in modo più efficiente le infrastrutture di trasporto, rappresenta una risposta ai problemi di code e spazio.
Si tratta di un approccio organico e complessivo, fondato sui sette principi descritti di seguito, confluiti nello studio delle soluzioni proposte al punto 6.
I. «Pay as you use»: mobility pricing significa prezzi commisurati al consumo di prodotti e servizi legati alla mobilità in luogo di imposte indirette, tasse e tariffe uniche. Il sistema intende incentivare l’utenza a comportarsi con particolare attenzione ai costi (per il TMP significa: pagare non per il possesso bensì per l’utilizzo di un’automobile). La questione dell’addebito dei costi esterni26 non è oggetto del presente studio, anche se la tariffazione può rispondere tra l’altro a criteri ecologici.
II. Compensazione: con il mobility pricing non si intende pagare di più, ma diversamente. I costi non si sommano alle tasse esitenti, ma sono destinati a sostituirle gradualmente. Per il TMP ciò significa sostituire le tasse corrisposte a livello federale27 (p. es. supplemento fiscale sugli oli minerali, imposta sugli oli minerali a destinazione vincolata, vignetta autostradale) e cantonale (p. es. tassa cantonale sui veicoli a motore) per l’acquisto e l’utilizzo di veicoli a motore. Per i TP vuol dire ridurre o eliminare aumenti e adeguamenti periodici di tariffe e indennità. Si esclude invece il rimborso forfettario a titolo di incentivo, in quanto essendo incompatibile con il principio del «pay as you use» solleverebbe diverse questioni legate al divieto di discriminazione (cfr. punto 9.1).
III. Ridistribuzione / Criteri sociopolitici: le tariffe del mobility pricing devono essere impostate in modo tale da garantire l’accesso alla mobilità a tutti gli utenti.
26 Sono detti esterni i costi che non gravano sui soggetti economici che li provocano bensì sulla collettività o su terzi. Il mobility pricing consente sostanzialmente di internalizzare i costi esterni adeguando le tasse in modo che l’utente della mobilità si assuma anche i costi causati a terzi. L’addebito dei costi esterni aumenterebbe il grado di copertura dei costi da parte dell’utenza. Oltre al mobility pricing vi sono anche altri strumenti che permettono di internalizzare i costi esterni. L'internalizzazione resta in ultima analisi una decisione politica, motivo per cui in questo frangente non deve essere messa automaticamente in relazione con il mobility pricing.
27 Attualmente il finanziamento (della rete stradale) a livello federale avviene, secondo quanto prescritto nella Cost., non tramite tasse di utilizzazione, bensì con tasse sui carburanti a destinazione vincolata e con il contrassegno stradale.