Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/68: Adesione della Svizzera alla Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture · 15 pagine
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poiché ciò sfavorirebbe le istituzioni finanziarie multilaterali esistenti. Sarebbe stato più opportuno consolidare o ridefinire i rapporti di forza in seno alle organizzazioni esistenti. La Svizzera non sarebbe comunque in grado, da sola, di influire in misura importante. L’adesione all’AIIB sarebbe però certamente un segnale della volontà, da parte svizzera, di procedere in questa direzione con altri Stati europei, come Germania, Francia, Regno Unito e Spagna,
Secondo il CP, la creazione di questa banca vorrebbe essere un’alternativa alla Banca mondiale e all’ABD (complementare a queste ultime, o in concorrenza con esse, lo si vedrà in futuro), e risponderebbe certamente ad un bisogno presente in Asia. Essa permetterebbe soprattutto di indirizzare importanti flussi di capitale internazionale verso l’Asia, per favorire il miglioramento delle infrastrutture e favorire gli scambi tra le diverse regioni dell’Asia; e si tratterebbe di progetti finanziati soltanto in misura molto limitata dalla Banca mondiale e dell’ABD. L’ABII rappresenterebbe perciò un elemento di contrappeso rispetto all’egemonia americana, e ciò sarebbe da valutare positivamente.
Una particolare rilevanza viene attribuita, soprattutto da parte dei Cantoni, alle previsioni di ricadute positive per l’economia svizzera. L’Asia continuerebbe ad essere al centro dell’economia mondiale: si tratterebbe di Paesi con grandi potenzialità economiche, e per la Svizzera sarebbe importante poter partecipare al loro sviluppo. L’adesione all’AIIB potrebbe agevolare l’accesso a questi importanti mercati (SO). Sono attesi anche benefici concreti per l’economia locale. Secondo GR, vista l’enorme disponibilità di mezzi di cui beneficerebbero la Cina e l’Asia in generale, si potrebbe porre la questione relativa alle ragioni di una partecipazione dei Paesi europei a questo progetto; questa sarebbe però ampiamente giustificata considerata l’importanza dell’accesso ai mercati delle aree interessate. Occorrerebbe tuttavia migliorare il quadro di condizioni in cui opera il settore svizzero dell’esportazione mediante l’adozione di misure collaterali.
Secondo economiesuisse, la creazione dell’AIIB potrà stimolare fortemente la crescita e lo sviluppo sostenibile in Asia; la partecipazione della Svizzera in quanto membro permetterà al nostro Paese di beneficiare economicamente dell’enorme fabbisogno di investimenti che caratterizza le aree interessate. economiesuisse ritiene che la Svizzera, avendo un’economia piccola e aperta, necessiti soprattutto di un contesto internazionale di relazioni stabili ed equilibrate. Sarebbe perciò nei suoi interessi partecipare attivamente alla soluzione dei problemi globali affrontati dalla comunità internazionale. In quest’ottica, gli strumenti multilaterali della cooperazione allo sviluppo assumono una particolare rilevanza. economiesuisse rileva anche che attualmente sarebbero in corso negoziati concernenti trattati di libero scambio con diversi Stati asiatici, tutti membri fondatori dell’AIIB. Alla luce di quanto precede, anche Swissmem è favorevole all’adesione della Svizzera all’AIIB.
L’adesione della Svizzera favorirebbe anche la piazza finanziaria, e concorrerebbe a fare della Svizzera una piattaforma per le operazioni con la Cina e gli scambi in valuta cinese (ASB, ZH).
Il PSS ritiene invece che la rapidità con cui il Consiglio federale ha trattato l’affare con le dispotiche autorità cinesi sia in contrasto con la situazione di stallo che caratterizzerebbe la crisi dei rapporti della Svizzera con l’Unione europea, pur essendo questa di gran lunga il più importante partner politico, economico e culturale della Svizzera. Chi pensasse di poter trascurare gli ottimi rapporti della Svizzera con l’UE in favore di relazioni economiche con gli Stati BRIC, oltre ad essere in errore sotto il profilo economico metterebbe in discussione i principi politici del nostro Paese: i valori fondamentali europei e la pace costruita in Europa.
Sotto il profilo della politica estera, l’adesione della Svizzera all’AIIB si giustificherebbe soltanto se fosse diretta, in modo comprovabile e credibile, ad un coinvolgimento multilaterale della Cina. Occorrerebbero misure normative e istituzionali vincolanti, tali da garantire che l’AIIB non serva semplicemente a sostenere la politica di investimento cinese (incurante dei valori sociali, ecologici e di rispetto dei diritti umani) bensì, in misura molto maggiore, ad ottenere finalmente anche dalla Cina il rispetto degli standard internazionali, e un’ulteriore sviluppo di questi ultimi.
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