Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/68: Adesione della Svizzera alla Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture · 15 pagine

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politica estera cinese, poiché il consiglio di amministrazione non risiederebbe – come nel caso della Banca mondiale e delle banche regionali di sviluppo – presso la sede della banca; infatti, secondo l’articolo 27, non avrebbe una sede fissa e si riunirebbe probabilmente soltanto quattro volte l’anno. Questa procedura indebolirebbe considerevolmente il ruolo del consiglio di amministrazione, e si porrebbe la questione circa le ragioni delle aspettative del Consiglio federale riguardo al rispetto degli standard multilaterali raggiunti in ambito di buon governo, lotta alla corruzione, diritti umani, lavoro e ambiente. Il PSS rileva inoltre che la Cina, in virtù della regola della maggioranza qualificata, manterrebbe una minoranza di blocco in relazione alle decisioni della banca e, di conseguenza, potrebbe contrastare efficacemente l’adozione di disposizioni incisive in materia di governance, standard e trasparenza.

Art. 32–36 Disposizioni generali

Il PSS prende atto che l’articolo 35 dello Statuto prevede la cooperazione della banca con altre istituzioni finanziarie e organizzazioni internazionali. Tuttavia, alla luce delle esperienze maturate finora, la Cina da lungo tempo sembrerebbe fare concorrenza alla Banca mondiale e alle banche regionali di sviluppo mediante l’elusione degli standard sociali ed ecologici. Occorrerebbe evitare che ciò avvenga applicando in modo efficace l’articolo 35 dello Statuto dell’AIIB.

Nella sua presa di posizione, economiesuisse rileva la necessità di una stretta cooperazione con le banche di sviluppo già esistenti.

L’usic constata che la creazione di un’ulteriore banca di sviluppo rafforzerebbe la concorrenza anche nel quadro dell’aiuto internazionale allo sviluppo e, nel contempo, contribuirebbe alla diversificazione dei rischi di investimento.

Art. 44-52 Statuto, immunità, privilegi ed esenzioni

Secondo il PSS l’ampia concessione di immunità e privilegi di cui agli articoli 44 segg. dello Statuto, che permetterebbe anche a consulenti esterni dell’AIIB di beneficiare di un’esenzione fiscale totale, sarebbe preoccupante. Si tratterebbe di favoritismi inopportuni trattandosi di una istituzione multilaterale che, stando al rapporto esplicativo, persegue obiettivi di sviluppo sostenibile. Perciò il PSS condivide l’intenzione del Consiglio federale di chiedere a tale riguardo, da parte Svizzera, la formulazione di una riserva.

2.3 Pareri sull’adesione della Svizzera

2.3.1 Adesione della Svizzera

La maggior parte dei partecipanti alla consultazione condivide il punto di vista del Consiglio federale riguardo all’importanza dell’adesione della Svizzera all’AIIB. In particolare, viene evidenziata la sua conformità agli orientamenti delle politiche di cooperazione allo sviluppo e di economia esterna. L’AIIB potrebbe fornire un importante contributo alla copertura del grosso fabbisogno infrastrutturale delle aree interessate, alla promozione di uno sviluppo sostenibile e alla lotta alla povertà. La partecipazione della Svizzera permetterebbe inoltre al nostro Paese di intensificare i rapporti con la Cina e con gli altri Paesi della regione interessata.

Il PLR constata con soddisfazione che la Svizzera è tra i primi Paesi europei che hanno partecipato al processo di fondazione dell’AIIB. Secondo il PLR si tratterebbe di una strategia razionale e proattiva; l’adesione, già nella fase iniziale, della Svizzera, contribuirebbe alla sua immagine di partner credibile e affidabile, in grado di operare con l’esperienza e la competenza che le vengono riconosciute, soprattutto nell’ambito del rispetto delle norme internazionali. Da ultimo, la Svizzera potrebbe beneficiare di una posizione rilevante in seno ad una banca di sviluppo con ottime prospettive a livello internazionale.

Secondo il PPD i vantaggi di un’adesione sarebbero chiaramente superiori agli svantaggi. L’adesione della Svizzera rafforzerebbe le relazioni con la Cina, con i Paesi dell’Asia centrale che fanno parte del nostro gruppo di voto in seno al FMI e, più in generale, con gli Stati dell’area asiatica. Tra gli svantaggi, vi sarebbe soprattutto la fondazione di una nuova banca di sviluppo,

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