Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/68: Adesione della Svizzera alla Banca asiatica d'investimento per le infrastrutture · 15 pagine

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2.3.2 Rappresentanza e potere d’influenza

Diversi partecipanti alla consultazione sottolineano l’importanza di una presenza della Svizzera nel consiglio di amministrazione della banca, proprio in un’ottica di rispetto dei principi di buona gestione aziendale e di fissazione e attuazione di standard sociali e ambientali.

Il PSS reputa che la formulazione delle disposizioni relative ai membri non regionali escluda praticamente la possibilità, per la Svizzera, di ottenere che in seno agli organi decisionali della banca, in particolare nel consiglio di amministrazione, sieda un proprio rappresentante. Menzionando il rapporto esplicativo, il PSS rileva che la Svizzera potrebbe nel migliore dei casi ottenere, almeno saltuariamente, un incarico di vicedirezione. Il PSS reputa che si creerebbe un’opportunità interessante soltanto se i Paesi europei riuscissero a concordare la formazione di due gruppi di voto (euro e non-euro). Nel secondo di questi due gruppi la Svizzera potrebbe svolgere un ruolo importante e, d’intesa con l’altro gruppo, operare ai fini del rispetto di standard sociali e ambientali elevati.

2.3.3 Ripercussioni finanziarie per la Confederazione

Molti partecipanti alla consultazione che condividono il progetto non trattano la questione del finanziamento nella loro presa di posizione.

L’USAM appoggia l’adesione a condizione che i fondi destinati a questo scopo provengano dai mezzi stanziati per la cooperazione allo sviluppo e chiede che il disegno del decreto federale venga modificato in modo corrispondente. Le finalità dell’AIIB sarebbero di politica dello sviluppo e, pertanto, sarebbe coerente reperire i fondi necessari per la partecipazione al capitale tra quelli destinati alla cooperazione allo sviluppo.

L’USC è dell’opinione che il finanziamento debba avvenire in virtù della legge sulla promozione delle esportazioni oppure attingendo ai fondi per la cooperazione allo sviluppo; in nessun caso accetterebbe un finanziamento a carico del budget agricolo.

Il PSS, l’USS e le organizzazioni di aiuto alla sviluppo ritengono che la struttura dell’AIIB sia ancora molto indefinita, e che di conseguenza non si possa stabilire se le attività della banca siano conformi agli scopi e agli standard della cooperazione svizzera allo sviluppo. Alla luce di questi dubbi sull’utilità del progetto sotto il profilo della politica dello sviluppo, rifiutano un finanziamento delle prime tre tranche mediante i fondi destinati all’aiuto pubblico allo sviluppo, a meno che detti fondi non vengano aumentati in misura corrispondente.

Secondo Alliance Sud il progetto risponderebbe prevalentemente alle esigenze dell’economia esterna e, pertanto, la quota svizzera di capitale dell’AIIB andrebbe finanziata in base alla legge sulla promozione delle esportazioni. Attingendo ai mezzi della DSC per la compensazione, i costi andrebbero principalmente a carico della cooperazione bilaterale allo sviluppo. In altri termini, fondi ufficialmente stanziati dalla Svizzera per lottare a livello mondiale contro la povertà, sarebbero destinati a progetti dell’AIIB, la cui utilità ai fini della politica dello sviluppo rimane molto incerta. Non da ultimo, la Svizzera rinuncerebbe inutilmente al controllo dell’impiego bilaterale di una parte dei propri strumenti di aiuto allo sviluppo in favore di una istituzione multilaterale, la cui organizzazione attualmente sarebbe ancora in gran parte da definire.

Il PSS constata che il Parlamento avrebbe stanziato i mezzi per la cooperazione internazionale in virtù della legge su la cooperazione allo sviluppo e l’aiuto umanitario internazionali (RS 974.0). Secondo l’articolo 5 di questa legge, la Svizzera «sostiene prioritariamente i Paesi in via di sviluppo, le regioni e i gruppi di popolazione più poveri», in particolare lo sviluppo delle regioni rurali, il miglioramento delle condizioni alimentari («segnatamente mediante la produzione agricola per l’autoapprovvigionamento»), nonché l’artigianato e la piccola industria locale. Con queste finalità l’AIIB non avrebbe nulla a che vedere. Il Consiglio federale dovrebbe perciò valutare possibilità di finanziamento alternative, in particolare: un finanziamento delle prime tre tranche mediante innalzamento del limite di spesa senza compensazione, garantendo, nel quadro della Riforma III, che questi mezzi vengano messi a disposizione tramite

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