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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 44 _____________________________________________________________________________________
a disposizioni tali tecnologie. Verosimilmente aumenterà la pressione sugli Stati europei per un maggiore impegno di questo genere.
Attualmente più di 125 000 uomini e donne provenienti da 121 Paesi prestano servizio in 16 missioni ONU per il mantenimento della pace, di cui 105 000 sono personale in uniforme (ca. 90 000 militari, 13 000 poliziotti, 2000 osservatori militari) e i rimanenti sono personale civile.25 Mai prima d’ora era stato impiegato così tanto personale e malgrado ciò la maggior parte delle missioni continua a essere sottodotata. Sono aumentate in particolare le missioni nel Vicino Oriente, in Nord Africa e nel Sahel, ovvero in regioni che interessano direttamente la sicurezza dell’Europa. I futuri contributi provenienti dall’Europa saranno verosimilmente di natura finanziaria, materiale e tecnica, completati dall’invio di specialisti militari.
All’ONU vengono affidati più compiti che lo Stato interessato non riesce più a svolgere. La protezione della popolazione civile fa parte della maggior parte dei mandati del Consiglio di sicurezza dell’ONU, ciò che rende il promovimento della pace ancora più complesso. A tal fine i mezzi militari devono spesso essere completati dall’impegno politico e da mezzi civili. Ciò è anche una conseguenza di minacce non militari come, ad esempio, la criminalità organizzata, per lottare contro la quale occorrono capacità civili, in particolare dall’ambito della giustizia e dalla polizia. Nel quadro di conflitti complessi la componente militare deve assumere in primo luogo funzioni di stabilizzazione e di protezione. Una ricostruzione post-conflittuale duratura necessita tuttavia di un vasto impegno gestito a livello civile e volto alla costituzione di una struttura statale. Nella medesima direzione mira la tendenza a una maggiore prevenzione: l’individuazione di violazioni sistematiche dei diritti dell’uomo deve essere rafforzata affinché sia possibile individuare e impedire sul nascere possibili conflitti. Anche in questo caso si tratta principalmente di rafforzare e migliorare il coordinamento delle capacità civili dell’ONU.
A causa dei mutamenti nel contesto delle operazioni di pace, il Segretario generale dell’ONU ha creato un gruppo indipendente di esperti con il compito di esaminare gli sforzi civili e militari dell’ONU a favore della pace. Tale gruppo raccomanda quattro orientamenti fondamentali:
primato della politica: il rapporto sottolinea che per una pace duratura si devono perseguire
in primo luogo soluzioni politiche. Sebbene l’impiego di mezzi militari risulti necessario in diversi casi, non può essere l’unica e definitiva misura dell’ONU.
Missioni gestite in funzione de fabbisogno: le missioni di pace dell’ONU devono considerare
in misura ancora maggiore le necessità della situazione specifica. In futuro nell’ampia nozione di «UN Peace Operations» occorrerà tenere conto in modo più flessibile delle esigenze degli attori locali, regionale e internazionali.
Rafforzamento di partenariati: il rapporto consiglia un’architettura di sicurezza globale e
regionale ottimizzata. L’ONU deve assumere maggiormente il ruolo di intermediaria e promotrice, affinché sia possibile collocare in modo ideale le organizzazioni regionali. A causa delle numerose missioni in Africa, la collaborazione con l’Unione africana è prioritaria.
Focalizzazione sulle persone e sulla missione sul campo: il Segretariato dell’ONU deve
essere più pragmatico e orientarsi maggiormente alle necessità delle missioni civili e militari.
Nel suo rapporto d’attuazione (settembre 2015) il Segretario generale dell’ONU indica tre elementi fondamentali del suo piano d’azione:26
25 La maggior parte dei contingenti proviene da Paesi asiatici o africani; gli Stati occidentali mettono a disposizione una quota relativamente esigua di tale effettivo di personale. 26 Attualmente non è ancora chiaro quali raccomandazioni del gruppo di esperti saranno effettivamente concretizzate.