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Consultazione 2015/79: Rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 94 pagine
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Rapporto sulla politica di sicurezza 2016 (progetto) Pagina 48 _____________________________________________________________________________________
Con il Laboratorio Spiez la Svizzera è impegnata in ambiti importanti del controllo tecnicoscientifico degli armamenti: ad esempio il pluriennale sostegno all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPAC) e all’Organizzazione del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBTO), la creazione di capacità in materia di scienze forensi nucleari nell’ambito dell’iniziativa mondiale per combattere il terrorismo nucleare nonché il rafforzamento del meccanismo del Segretario generale dell’ONU per le indagini sul presunto uso di armi chimiche e biologiche, il quale ha dato buoni frutti anche nel caso della Siria. In particolare, in futuro si intende rafforzare il ruolo dei laboratori riconosciuti a livello internazionale nell’ambito della biologia: la prova dell’impiego di armi biologiche deve avvenire secondo criteri qualitativi rigorosi e riconosciuti a livello internazionale affinché gli esiti delle indagini delle missioni ONU vengano accettati a livello internazionale, come già avviene per le armi chimiche.
Armi convenzionali
I trattati sulle armi convenzionali in Europa sono in una situazione di crisi. Numerosi Stati hanno sospeso l’applicazione delle disposizioni del Trattato sulle forze armate convenzionali in Europa. Un altro trattato, ovvero quello sui «cieli aperti», sta perdendo credibilità poiché le parti contraenti non riescono ad accordarsi sulla sua corretta applicazione a causa di limitazioni unilaterali da parte di singoli Stati. Il Documento di Vienna, il quale contrariamente agli altri due trattati è valido anche per la Svizzera, è stato applicato in Ucraina in una situazione molto tesa. L’ulteriore sviluppo del documento, necessario per tenere conto delle realtà militare, è tuttavia bloccato da alcuni anni. Nei prossimi anni il Trattato sui cieli aperti e il Documento di Vienna dovranno essere adeguati all’evoluzione delle minacce e delle tecnologie nonché al mutamento della realità della situazione in materia di sicurezza in Europa rispetto all’inizio degli anni novanta. A breve termine si tratta di creare mediante contatti informali una base comune per negoziati futuri.
La diffusione non regolamentata di armi di piccolo calibro, armi leggere e munizioni è una minaccia per la pace, la sicurezza e la stabilità di intere regioni. In particolare in Stati fragili tali armi generano molta violenza, con importanti ripercussioni per lo sviluppo di questi Paesi. Il Trattato internazionale sul commercio delle armi dell’ONU29, ratificato dalla Svizzera nel 2015 e il cui Segretariato è a Ginevra, ha lo scopo di ridurre la diffusione incontrollata di armi convenzionali, impedendo in questo modo la destabilizzazione regionale e attenuando le sofferenze umane. La Svizzera appoggia gli sforzi per indurre altri Stati ad aderire a questo trattato e ad applicarlo in modo efficace.
In linea con la sua tradizione umanitaria, la Svizzera si adopera anche per l’applicazione corretta e l’ulteriore universalizzazione delle convenzioni internazionali per la proibizione delle mine antiuomo e delle bombe a grappolo. Le conseguenze umanitarie ed economiche di questi mezzi di combattimento sono disastrose anche molto tempo dopo la fine di un conflitto armato.
Il progresso tecnologico permette la modernizzazione delle armi esistenti e lo sviluppo di nuove armi. È diventato possibile automatizzare sempre di più le armi e in parte, per un tempo limitato, consentirne il funzionamento quasi autonomo. Nel quadro della convenzione ONU sulle armi convenzionali viene discusso il potenziale in materia di sviluppo di sistemi d’arma automatici letali e la loro portata. La Svizzera si adopera affinché gli Stati debbano verificare la compatibilità con il diritto internazionale di nuove armi e di nuovi mezzi o metodi di condotta della guerra.
29 Il Trattato internazionale sul commercio delle armi dell’ONU definisce per la prima volta a livello mondiale gli standard da rispettare nel quadro del commercio transfrontaliero di armi convenzionali. Tali standard hanno lo scopo di promuovere un commercio internazionale delle armi responsabile e arginarne il commercio illegale, diminuendo nel contempo la sofferenza umana causata da quest’ultime.